Londra in 3 giorni: itinerario, dove mangiare e consigli

Sono stata a Londra molte volte. La prima volta che ho raccontato la città su questo blog è stato durante un viaggio con mio fratello Nikolas, che Londra la sognava da anni. Poi ci sono tornata a dicembre 2024 con Fabio, in pieno periodo natalizio, e di nuovo a settembre 2025 da sola, per lavoro.

 

Questo itinerario mette insieme tutte quelle volte. L’ho riorganizzato in tre giorni che si camminano davvero, senza attraversare la città da una parte all’altra e tornare indietro, come purtroppo capita in molti itinerari che si trovano online. Vi racconto cosa abbiamo visto, dove abbiamo mangiato e quanto abbiamo speso.

Prima di partire: ETA, documenti e cosa sapere

L’ETA è obbligatoria e senza non vi imbarcano

Dal 2 aprile 2025 anche i cittadini italiani ed europei devono richiedere l’ETA (Electronic Travel Authorisation) per entrare nel Regno Unito per turismo. Non è un visto, ma un’autorizzazione elettronica collegata al passaporto, e senza di quella la compagnia aerea non vi fa salire a bordo. Non è un controllo che avviene all’arrivo: avviene al gate.

  • Il costo è di £20 a persona sui canali ufficiali. L’importo è aumentato ad aprile 2026, prima erano £16.
  • Vale due anni, o fino alla scadenza del passaporto se questa arriva prima.
  • Con una sola ETA potete entrare più volte, per soggiorni fino a sei mesi ciascuno.
  • Se fate solo scalo a Heathrow o Manchester senza passare il controllo passaporti, al momento non serve.

Come richiederla

Il modo più rapido è tramite l’app ufficiale UK ETA, disponibile su App Store e su Google Play. Se non potete usare l’app, la richiesta si fa direttamente sul sito ufficiale del governo britannico.

Vi serviranno il passaporto originale con cui viaggerete (non fotocopie né versioni digitali), l’accesso alla vostra email e un metodo di pagamento tra Visa, Mastercard, American Express, JCB, Apple Pay o Google Pay. Non dovrete inserire dettagli sul viaggio: nessun volo, nessuna prenotazione, nessun indirizzo di soggiorno.

 

Un avvertimento che vi fa risparmiare: usate solo l’app e il sito ufficiali. Esistono molti siti intermediari che fanno esattamente la stessa procedura facendovi pagare il doppio o il triplo. Non offrono nulla in più, non velocizzano niente.

 

E richiedetela appena prenotate il volo, non la sera prima. Di solito l’esito arriva in fretta, ma non c’è nessuna garanzia sui tempi e non vale la pena rischiare l’imbarco.

Serve il passaporto, la carta d’identità non basta più

Dopo la Brexit la carta d’identità non è più valida per entrare nel Regno Unito: vi serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno. Controllate la scadenza prima di prenotare, perché anche l’ETA si collega a quel documento specifico.

Telefono e internet: il Regno Unito è fuori dall’UE

 Il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea, quindi il roaming incluso nella vostra tariffa italiana potrebbe non essere valido. Alcuni operatori lo comprendono ancora, altri applicano costi extra a consumo.

 

La prima cosa da fare è verificare con il vostro operatore prima di partire. Se scoprite che il Regno Unito non è incluso, la soluzione più semplice è una eSIM: si acquista e si attiva prima della partenza, e appena atterrate siete già connessi senza dover cercare wifi o cambiare scheda. Io uso Holafly ormai da tanti anni in giro per il mondo e mi ci trovo benissimo: si installa in pochi minuti e non ho mai avuto problemi di attivazione o di mancanza segnale. Con il codice ANXHELA avete anche uno sconto! Lo trovate già attivo direttamente da QUESTO link.

Mi raccomando, prima di acquistarla controllate che il vostro telefono sia compatibile con le eSIM. Tutti i modelli recenti lo sono ma i più datati no e in quel caso vi conviene semplicemente verificare le condizioni di roaming del vostro operatore.

Come arrivare in centro da Gatwick

Noi siamo atterrati a Gatwick e abbiamo preso il treno Thameslink, che collega l’aeroporto a St Pancras e King’s Cross passando per London Bridge e Farringdon.

Il consiglio più utile che posso darvi: non mettetevi in fila per il biglietto. Se avete una carta contactless, la appoggiate ai tornelli in entrata e in uscita e il sistema calcola da solo la tratta, addebitandovi il costo a fine giornata. Il prezzo cambia in base all’orario e al giorno, quindi se volete l’importo esatto potete verificarlo sul single fare finder del sito di Transport for London.

Una cosa che quasi nessuno dice: i viaggi da e per Gatwick non rientrano nel tetto di spesa giornaliero. Il famoso capping di Londra, quello che smette di addebitarvi una volta raggiunta una certa cifra, vale solo per gli spostamenti dentro le zone 1-9. Gatwick è fuori, quindi la tratta dell’aeroporto si paga a parte e si somma al resto.

Come muoversi a Londra: solo contactless

A Londra non serve comprare biglietti né la Oyster card: basta una carta contactless. Ci sono però alcune regole che vi conviene conoscere prima, perché sbagliare costa.

  • Usate sempre la stessa carta in entrata e in uscita. E attenzione: anche se avete la stessa carta caricata sul telefono, il lettore la riconosce come una carta diversa. Se iniziate con la carta fisica, continuate con quella. Se iniziate con il telefono, usate sempre il telefono.
  • Non cambiate carta durante la giornata, altrimenti il sistema conta due percorsi separati e perdete il tetto di spesa.
  • Ogni persona deve avere la propria carta. Non potete passarvela ai tornelli, il sistema se ne accorge.
  • Con una carta italiana è probabile che vi venga applicata una commissione di cambio euro-sterlina. Io uso Revolut e non ho mai avuto problemi né costi aggiuntivi: qui trovate il mio articolo dedicato.

Un’ultima cosa, che a me ha cambiato il modo di girare la città: prendete l’autobus. È più lento della metropolitana, ma dal piano superiore vedete Londra scorrere dal finestrino invece che i tunnel. A dicembre, con le strade illuminate, è un’esperienza a sé.

Dove dormire a Londra

Il consiglio più importante è anche il più banale: prenotate con almeno quattro o cinque mesi di anticipo. Londra è costosa e le strutture con un buon rapporto qualità-prezzo spariscono per prime. Prenotando sotto data non scegliete tra opzioni care ed economiche: scegliete solo tra opzioni care.

Noi abbiamo alloggiato allo Studios2let (lotrovi su Booking QUI), in zona King’s Cross. È una posizione che consiglio, perché vi mette a pochi minuti dai collegamenti con Gatwick e Luton e vi lascia comunque vicini al centro.

Queste invece sono altre strutture che avevamo valutato per rapporto posizione-prezzo:

 

Locale "Cappadocia Cafè" molto buono e consigliato. Vicino a King's Cross
Hotel Studios2Let (lo trovate cliccando sulla foto)

Giorno 1: parchi reali, Buckingham Palace e Chinatown

Siamo atterrati a Gatwick verso le 13 e da lì abbiamo preso il treno Thameslink fino a King’s Cross. Appena arrivati abbiamo pranzato al Cappadocia Café, a pochi minuti dalla stazione, con dei wrap davvero buoni. Se ci passate tenete presente che è chiuso il martedì. Poi abbiamo lasciato gli zaini in alloggio e siamo usciti a esplorare la città.

Vi avviso subito: se atterrate nel primo pomeriggio come noi, questa giornata è piena. Si cammina parecchio e ci si ferma poco. Se preferite prendervela con calma, togliete una tappa e recuperatela il giorno dopo.

Regent’s Park e Hyde Park

La prima tappa è stata Regent’s Park, uno dei parchi reali più belli di Londra. Un autentico gioiello verde nel cuore della città, con giardini curatissimi e angoli perfetti per rilassarsi e godersi una pausa dal ritmo frenetico della capitale inglese.

Da lì ci siamo spostati verso Hyde Park, un altro parco reale tra i più amati dai londinesi. È conosciuto soprattutto per lo Speakers’ Corner, un luogo speciale dove chiunque può prendere la parola e tenere un discorso su qualsiasi argomento.

Buckingham Palace

Continuando la nostra passeggiata, siamo arrivati davanti a Buckingham Palace, la residenza ufficiale della famiglia reale. Una curiosità che forse non sapete: il palazzo conta ben 775 stanze, tra cui 19 stanze di stato, 52 camere da letto reali e per gli ospiti, 188 stanze per il personale, 92 uffici e addirittura 78 bagni!

Noi lo abbiamo visto solo da fuori. Se invece vi interessa entrare, sappiate che le State Rooms sono visitabili solo in un periodo limitato dell’anno e i posti si esauriscono in fretta. Esiste anche una formula che unisce l’ingresso alle State Rooms al tour del Cambio della Guardia, con guida dal vivo. Vi ricordo che anche per quest’esperienza avete uno sconto con il mio codice ANGELAISAI5, valido su qualsiasi attività nel mondo prenotata su GetYourGuide.

Fortnum & Mason

Per una pausa pomeridiana golosa ci siamo fermati da Fortnum & Mason, negozio storico noto per essere stato uno dei preferiti della Regina Elisabetta II. Qui potrete trovare tè pregiati, marmellate e dolci tipicamente inglesi. Un piccolo segreto: nel pomeriggio, al piano terra, potrete trovare deliziosi brownies e dolcetti vari a metà prezzo! Noi abbiamo pagato i brownies 70 pence l’uno.

Piccadilly Circus, Chinatown e Leicester Square

La giornata è proseguita con una passeggiata fino a Piccadilly Circus, famosa per i suoi maxi-schermi pubblicitari sempre illuminati, e da lì fino a Chinatown, il mio quartiere preferito in assoluto a Londra.

Infine abbiamo concluso questa prima giornata con una passeggiata notturna fino a Leicester Square, per poi ammirare il Big Ben illuminato con sullo sfondo il meraviglioso London Eye.

Cena al Lightbar London

Per la cena abbiamo scelto Lightbar London, un locale dall’atmosfera accogliente con luci soffuse e un menù interessante, con prezzi in linea con quelli londinesi. Vi dico la verità: non è stato il pasto migliore della mia vita, ma per gli standard dei ristoranti di Londra è stata una buona cena, e l’atmosfera intima mi è piaciuta molto. Il personale è gentilissimo. Potete guardare qui il loro menu.

Ingresso Chinatown

Giorno 2: musei, Tower Bridge e Shoreditch

Il nostro secondo giorno a Londra è iniziato con una colazione da Gail’s Bakery, famoso in tutta Londra per il suo pane a lievitazione naturale e per le sue irresistibili brioche.

National Gallery

Poi abbiamo preso la metro a Euston, proprio vicino al nostro alloggio, e ci siamo diretti alla National Gallery, in Trafalgar Square, che ospita oltre 2.300 opere che spaziano dal tardo medioevo al XIX secolo. Tra le più famose ci sono I girasoli di Van Gogh, La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci e La Venere allo specchio di Velázquez. C’è anche uno dei miei quadri preferiti: Bagnanti ad Asnières del pittore francese Georges Seurat.

Due cose pratiche. La prima: l’ingresso alla collezione permanente è gratuito e non serve prenotare. Potete comunque richiedere QUI online un biglietto gratuito con orario, che vi fa saltare la fila all’ingresso: nei periodi affollati fa la differenza. La seconda: dal 2025 l’ingresso principale è quello della Sainsbury Wing, l’ala laterale, e non più la scalinata centrale. Se arrivate e trovate chiuso davanti, è lì che dovete andare.

 

British Museum

Il nostro tour dei musei è proseguito con una visita al British Museum, a un quarto d’ora a piedi, dove abbiamo ammirato la famosa Stele di Rosetta, che ha permesso di decifrare i geroglifici egizi, la maestosa statua dell’Isola di Pasqua chiamata Hoa Hakananai’a e il busto di Ramses il Grande, il faraone egizio più conosciuto al mondo.

Una curiosità: il British Museum è del 1753 ed è stato il primo museo pubblico nazionale al mondo. Anche qui l’ingresso è gratuito, ma nei periodi di punta conviene prenotare online il biglietto gratuito con fascia oraria. Potete farlo sul sito ufficiale cliccando QUI.

 

Tower Bridge

Dopo una giornata intensa di visite culturali abbiamo deciso di rilassarci un po’ e ci siamo diretti verso il Tower Bridge, uno dei simboli più iconici di Londra. Non fatevi confondere con il London Bridge, che è un altro ponte, molto più anonimo e senza le caratteristiche torri.

Shoreditch e Brick Lane

Per una merenda pomeridiana ci siamo diretti verso il quartiere di Shoreditch. Poco più a sud trovate Brick Lane e Spitalfields Market, dove si può mangiare street food da mezzo mondo e si trovano abbigliamento vintage e oggetti d’arte.

Una parte di Brick Lane è ufficialmente chiamata Banglatown, per via della grande comunità bengalese che vive nella zona: i cartelli stradali sono bilingui, in inglese e in bengalese.

 

Natural History Museum
Tower Bridge
Shoreditch

Covent Garden e cena da Rock & Sole Plaice

La nostra giornata si è conclusa nel vivace quartiere di Covent Garden, noto per i suoi negozi di design, le boutique indipendenti e i ristoranti di qualità. È un luogo perfetto per passeggiare, fare shopping e godersi l’atmosfera vibrante di Londra.

 

La cena è stata un’esperienza tipicamente britannica: abbiamo mangiato al Rock & Sole Plaice, che dal 1871 è il fish and chips più antico ancora in attività a Londra. Il pesce proviene da fonti sostenibili. Ricordate che a Londra praticamente ogni locale ha opzioni anche per vegetariani e vegani.

Covent Garden

Giorno 3: Oxford Street, Notting Hill e Camden Town

Sveglia presto per l’ultimo giorno, e voglio darvi qualche opzione per la colazione:

  • Arôme Bakery: il loro dolce iconico è l’Honey Butter Toast. Io non amo il miele e sono andata su altro, una cheesecake ottima, ma se il miele vi piace è quello che tutti vengono a prendere qui.
  • Nilly’s Coffee: per un porridge autentico, semplice e genuino. Ottimo anche il toast con burro d’arachidi, casereccio e gustoso.
  • Little Portland Cafe: per una classica English Breakfast, cucinata in modo casalingo. Dentro ci sono soprattutto londinesi, e i piatti sono spartani ma buoni. Chiuso la domenica.

Oxford Street e Carnaby Street

Dopo colazione ci siamo diretti verso Oxford Street, una delle strade più famose di Londra per lo shopping: oltre un miglio e mezzo di lunghezza e più di 300 negozi. Qui abbiamo preso alcuni souvenir. Non perdetevi la vicina e colorata Carnaby Street.

A pochi passi c’è anche Hamleys, su Regent Street, il negozio di giocattoli più antico del mondo: un paradiso per i bambini e per chi è rimasto bambino nel cuore.

Arome Bakery
Nilly's coffee
Carnaby street

Notting Hill e Portobello Road

Da qui vi consiglio di spostarvi verso Notting Hill, celebre per le case color pastello, le vie pittoresche e il mercato di Portobello Road. Il quartiere è diventato famoso in tutto il mondo grazie all’omonimo film con Julia Roberts e Hugh Grant, ma dal vivo è ancora più affascinante.

 

Una cosa da sapere prima di programmare la giornata: il mercato di Portobello cambia molto a seconda del giorno. Il sabato è il giorno grande, quello dell’antiquariato e delle bancarelle vintage, ed è anche il più affollato. Negli altri giorni trovate molte meno bancarelle. Se venite per il mercato, verificate prima.

 

Per pranzo vi consiglio The Butter Bakery, un piccolo gioiellino vicino a Portobello Road. Noi abbiamo preso dei semplici toast ed erano buoni. I pancake sembravano ottimi, ma non li abbiamo assaggiati.

Camden Town

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Camden Town, uno dei quartieri che amo di più per la sua atmosfera alternativa e underground. Il cuore è il famoso mercato, con bancarelle di abbigliamento, accessori vintage, pezzi unici e street food internazionale.

 

Camden non è solo shopping: è stato un luogo simbolo per la scena punk e rock del Regno Unito, e passeggiando per le sue vie si percepisce ancora quell’energia creativa. Il mio consiglio è di dedicargli tutto il pomeriggio senza fretta e fermarvi per cena alle bancarelle.

Camden Town
Camden Town
Bancarelle personalizzazione Converse Camden
Bancarelle personalizzazione Converse Camden

Altre cose da vedere a Londra

Ecco alcuni luoghi che non rientrano in questo itinerario di tre giorni, ma che vale la pena considerare se avete più tempo o se tornate una seconda volta:

  • The Shard: il grattacielo più alto del Regno Unito, con una vista panoramica su tutta la città.
  • St. Paul’s Cathedral: una delle cattedrali più iconiche di Londra, con una cupola che domina lo skyline.
  • Tower of London: la fortezza sul Tamigi che custodisce i gioielli della Corona, a due passi dal Tower Bridge.
  • Abbazia di Westminster: la chiesa dove si celebrano incoronazioni e matrimoni reali.
  • Greenwich: quartiere famoso per il parco, il Royal Observatory e il meridiano.
  • Kensington Palace: residenza ufficiale londinese del Principe e della Principessa del Galles, con bellissimi giardini e mostre storiche.
  • Sky Garden: giardino pubblico in cima al grattacielo soprannominato “Walkie Talkie”, con viste panoramiche sulla città.
  • Mayfair: uno dei quartieri più eleganti di Londra, tra boutique di alta moda, gallerie d’arte e locali esclusivi. Qui si trova anche Mercato Mayfair, un food hall ricavato dentro una chiesa sconsacrata e gestito da un gruppo italiano.

Dove mangiare a Londra

Oltre ai locali che vi ho già segnalato nell’itinerario, questi sono altri posti dove sono stata:

  • WA Café: pasticceria giapponese. Abbiamo preso due torte, un cappuccino e un English tea. Quella al cioccolato e banana era ottima, la cheesecake un po’ meno.
  • Beigel Bake, su Brick Lane: l’istituzione dei bagel di Londra, aperta 24 ore su 24.
  • L’ETO: catena con diverse sedi in centro. Le torte sono davvero buone, ma il tè è molto caro: mettete in conto un conto alto.

Questi invece sono locali famosi che non ho provato, ma che vengono spesso consigliati per un’occasione speciale:

  • The Seashell of Lisson Grove, a Marylebone: ristorante di pesce, dai calamari al fish and chips.
  • Sexy Fish: cucina orientale e cocktail, con interni che ospitano opere di Frank Gehry e Damien Hirst.
  • Sketch: riconoscibilissimo per i bagni a forma di uovo e la sala galleria, un tempo rosa e oggi gialla.
  • The Ivy: fondato nel 1917, oggi conta oltre 30 sedi tra Ivy Cafés e Ivy Brasseries.
  • Peggy Porschen: pasticceria famosa per le torte e per l’esterno rosa.
  • Candella Tea Room, a Kensington: sala da tè in stile vintage per un afternoon tea tradizionale.

Cosa mettere in valigia per Londra (le cose che ci hanno salvato)

Purple portable power bank held in a hand, with a white wrist strap attached and visible ports on the bottom edge.
🔋 Power bank — tra Google Maps e foto la batteria vola. (Clicca sulla foto per vedere quello che uso io) *link affiliato
L'adattatore per le prese inglesi! Io questo lo uso ovunque dall'America al Giappone e mi ha sempre salvato. (Clicca sulla foto per il link)
Blonde woman with a bun and tattooed left arm stands by a canal railing on a city street, wearing a brown tank top and carrying a small bag.
👜 Tracolla comoda e leggera. (Clicca sulla foto per vedere i dettagli della mia amata Kipling)

ndr: questo sito contiene link di affiliazione