Copenaghen in 3 giorni: l’itinerario che rifarei dopo due viaggi

Woman with a black jacket and backpack standing by a canal, colorful townhouses and boats in the harbor. (Informative scene)

Copenaghen in 3 giorni: due viaggi, un itinerario

La prima volta a Copenaghen ci sono andata da sola, era novembre e c’erano già le decorazioni di Natale in giro. Lavoravo in ufficio e avevo solo pochi giorni liberi che per me significano una cosa sola: aprire Google voli e mettere come destinazione “ovunque”, e così poche settimane dopo ero su un aereo da Bologna verso la Danimarca. Mi ero incuriosita leggendo che era stata eletta la città più sicura al mondo, e le ho dedicato 3 giorni pieni compresa una piccola escursione al Deer Park, a nord della città.

Ci sono poi tornata ad agosto 2026, questa volta con Fabio! In Italia c’erano 39 gradi e siamo scappati verso i 23 gradi di Copenaghen, con l’obiettivo di mangiare tanti cardamom bun e cinnamon roll. Missione compiuta. 🙂

Quello che trovate qui sotto non è il diario di uno dei due viaggi, ma l’itinerario che ho costruito mettendo insieme entrambi. Le tappe che rifarei uguali, quelle che ho scoperto solo la seconda volta e che mi ero persa la prima, e quelle che ho tolto perché onestamente non valgono il tempo che portano via.

I video

Prima di partire però vi ricordo che questo itinerario lo trovate anche in formato video!

Su Instagram della durata di 2 minuti QUI.

Su YouTube della durata di 10 minuti QUI.

Dove dormire a Copenaghen

Parliamoci subito chiaro amici: Copenaghen è davvero cara e bisogna metterlo in conto fin da subito. L’alloggio come ben sappiamo è quasi sempre la voce più pesante del viaggio. La prima volta ero partita con lo zainetto (se cercate uno zaino perfetto per un weekend vi ricordo il mio articolo con l’elenco degli zaino che passano gratis come “borsetta”) e senza bagaglio a mano proprio per iniziare a risparmiare da subito.

La mia scelta in viaggio da sola

La prima volta ho dormito al CABINN Copenhagen (lo trovate QUI su Booking), e qui devo essere onesta perché oggi le recensioni non sono entusiasmanti. La camera era minuscola e il bagno ancora di più. Io ero sola, avevo uno zainetto e in camera ci tornavo solo per dormire. Per me andava benone! Se siete in coppia ve lo sconsiglio a meno che non scegliate le camere più costose e quindi grandi. Siamo in zona Vesterbro a circa 1,2 km dalla Stazione Centrale e da Tivoli, quindi una quindicina di minuti a piedi.

Ha senso se: viaggiate da soli o comunque leggeri, per poche notti, con un budget stretto.

La nostra scelta in due: l’appartamento

Ad agosto 2026 abbiamo scelto un appartamento perchè ricordavo bene quanto costa mangiare fuori a Copenaghen, e in due la differenza tra tre pasti al ristorante al giorno e una spesa al supermercato è enorme. Abbiamo prenotato al Numa Copenhagen  (che trovate QUI su Booking) e ci siamo trovati benissimo: appartamento spazioso, moderno, cucina completa, tutto nuovo e pulito. Il motivo per cui costa molto meno della media cittadina però c’è: non è centrale. Siamo in zona Nordvest, a 7 minuti a piedi dalla stazione di Nørrebro, la metro rossa (la linea M3). Da lì con la metro il centro si raggiunge in massimo 10 minuti. Per noi è andata benissimo, ma se cercate l’hotel da cui uscite e siete già a Nyhavn, questo non lo è.

Le altre opzioni che avevamo valutato

Queste due non le ho provate, quindi ve le segnalo come alternative su cui avevo fatto ricerche per le nostre date.

Locke Copenhagen (lo trovi cliccando QUI su Booking) — Era la nostra seconda scelta ed è molto più centrale: praticamente attaccato alla Stazione Centrale, a un isolato da Tivoli, con appartamenti dotati di cucina e lavatrice. Recensioni ottime e per le nostre date un buon prezzo.

Comfort Hotel Vesterbro — circa 5 minuti dalla stazione di Vesterport e sotto i 10 minuti a piedi da Tivoli e dalla Stazione Centrale. Camere semplici e non grandi, ma insonorizzate e pulite, tutto molto apprezzato nelle recensioni.

Se volete stare in centro

Fin qui vi ho parlato di strutture scelte con la logica del risparmio, quindi tutte fuori dal centro. Se la vostra priorità è uscire dall’hotel e trovarvi già dentro la città (e avete un budget più alto) vi consiglio di dare un occhio a Babette Guldsmeden (lo trovate cliaccando QUI). Siamo a pochi minuti a piedi dalla Marmorkirken, dalla Sirenetta e da Nyhavn. È un hotel della catena danese Guldsmeden: letti a baldacchino, un’impostazione eco e biologica e una terrazza sul tetto con sauna e vista sulla Marmorkirken. Le cose da sapere prima di prenotare: le camere sono piccole e le stanze sul lato strada possono essere rumorose inoltre la colazione non è economica. Anche se in una città come Copenaghen è un peccato fare colazione in hotel con tutte le bakery pazzesche che ci sono! Detto chiaramente: è l’opzione più cara di questa lista, ve la segnalo perché se lo scopo del viaggio è stare in centro, quello è più o meno il prezzo a Copenaghen.

Dormire a Copenaghen da sola: è sicuro?

Copenaghen è stabilmente ai primi posti delle classifiche sulle città più sicure al mondo, ed è una sensazione che si percepisce camminando per strada. Ve lo dico da donna che ci è stata da sola: avevo preso un hotel in zona stazione, rientravo sempre tardi e al buio, e non mi sono mai sentita a disagio nemmeno una volta. 

Boats cruise along a calm canal past a stone arch bridge, with colorful buildings and trees lining the riverbank on a sunny day.

Come muoversi a Copenaghen e info sulla Card

Copenaghen è compatta e si gira benissimo a piedi, ma la metro è comodissima e collega anche l’aeroporto al centro in una quindicina di minuti. Avete due opzioni.

 

La Copenhagen Card. Se avete intenzione di entrare in almeno 3-4 attrazioni, conviene quasi sempre: include l’ingresso a oltre 80 attrazioni e i mezzi pubblici illimitati. Io l’avevo acquistata la prima volta perché sapevo di dover entrare in diversi musei, e tra ingressi, bus e treni ci ho risparmiato. La trovate cliccando QUI, e con il codice ANGELAISAI5 la pagate anche meno. Il consiglio è sempre lo stesso: fatevi un conto veloce di quanto spendereste per i musei che vi interessano davvero, e capite se vi conviene. Al secondo viaggio non l’ho riacquistata perchè l’unico museo che ho apprezzato particolarmente è stato il Glyptotek.


L’app Rejsekort.
Se invece non vi interessano i musei, scaricate questa: si attiva appena salite sul mezzo e si disattiva quando scendete, e il sistema calcola da solo la tariffa corretta. Attenzione, questa è la cosa più importante: in metro non ci sono tornelli e nessuno vi ferma all’ingresso, ma i controlli sono frequentissimi e la multa per chi viaggia senza biglietto valido è di 750 corone, cioè circa 100 euro. Ricordatevi sempre di fare check-in e check-out.

 

Ultima nota utile: in Danimarca non si usa l’euro, tutti i prezzi sono in corone danesi e gli euro non vengono accettati. In compenso non vi servirà mai il contante, perché si paga tutto con carta, anche un caffè o una bottiglietta d’acqua.

Rear view of a person cycling on a sunny street past a brick multi‑story building with white doors and windows.
Altra alternativa che ci è piaciuta molto: la bici! Le potete sbloccare con il telefono scaricando l'app che vi verrà indicata e costano davvero poco

Giorno 1 — Dalla fortezza al quartiere reale

Il primo giorno lo costruirei tutto lungo l’acqua, scendendo da nord verso il centro: è un percorso lineare, non si torna mai indietro, e si cammina sempre con il porto a fianco.

Mattina: Kastellet e la Sirenetta

Si parte dal Kastellet, una fortezza militare a forma di stella ancora perfettamente conservata, con un mulino a vento e i canali che la circondano. L’ingresso è libero ed è uno dei posti più belli della città in qualsiasi stagione.

All’uscita, sul lungomare, c’è la Sirenetta. Ve lo dico con onestà: è piccolissima, sta su uno scoglio a pochi metri dalla riva e intorno c’è sempre una fila di persone che cerca di fotografarla senza le altre persone. Vista l’abbiamo vista, si prosegue. Poco più avanti, dentro il parco, c’è la St. Alban’s Church, l’unica chiesa anglicana della Danimarca, che a mio parere è molto più fotogenica della statua.

Se viaggiate in estate e volete allungare: a una ventina di minuti a piedi verso nord c’è Nordhavn, il quartiere nato sull’ex porto industriale. Non è una tappa imperdibile e in bassa stagione la salterei, ma d’estate ci trovate la Sandkaj, la zona balneabile in pieno porto dove i danesi si tuffano direttamente tra le banchine. Intorno ci sono diversi locali e panifici.


Pranzo: Broens Gadekøkken

Scendendo verso il centro si arriva al Broens Gadekøkken, un mercatino di street food sul ponte proprio di fronte a Nyhavn, con i tavoli affacciati sull’acqua. Ve lo consiglio perché i ristoranti sul canale di Nyhavn sono tra i più cari della città e non i migliori: qui si mangia bene alla metà del prezzo e con la stessa vista.

People walk across a red wooden bridge over a pond in a lush city park, with a statue and a domed building visible beyond the trees.
Kastellet
Bronze statue of a mermaid seated on stacked rocks in a calm harbor, with a distant city skyline and cloudy sky behind her.
La Sirenetta
Green storefront with a large neon 'GASOLINE' sign and a chalkboard menu advertising 'World Famous Cheeseburger' options, at a food stand.
Al Broens Gadekøkken trovate anche il Gasoline nominato in passato come migliore cheeseburger del mondo

Pomeriggio: il quartiere reale

Dopo pranzo si risale verso la zona dei palazzi: tre tappe a pochi minuti l’una dall’altra.

Amalienborg è la residenza della famiglia reale danese: quattro palazzi identici disposti attorno a una piazza ottagonale, con al centro la statua di Federico V, che del palazzo fu il vero fondatore.

Qui tutte le guide vi diranno di venire per il cambio della guardia, che si tiene ogni giorno alle 12:00 ed è gratuito. Io ve lo segnalo ma senza enfasi: è uno di quei momenti in cui la folla è tale che si vede poco o nulla e in molti tornano a casa delusi.

Due minuti a piedi c’è la Marmorkirken, la Chiesa di Marmo, con una delle cupole più grandi d’Europa: si vede benissimo anche solo da fuori.

Tardo pomeriggio: Nyhavn

Si chiude con Nyhavn, l’antico porto e la cartolina ufficiale della città: le case colorate, le barche di legno, i locali sul canale. Due curiosità che rendono la passeggiata più interessante: la casa al numero 9 è la più antica e risale al 1681, mentre al numero 67 visse Hans Christian Andersen tra il 1845 e il 1864, dove oggi trovate una targa commemorativa.

Dove cenare il primo giorno

Copenaghen ha una delle scene gastronomiche più famose del mondo e questo significa anche che i ristoranti più celebri hanno prezzi fuori dalla portata di un viaggio normale. Noi volevamo comunque provare la cucina locale fatta bene, e abbiamo usato un metodo che vi consiglio di copiare: invece di guardare i ristoranti stellati, abbiamo cercato tra i Bib Gourmand, la categoria della guida Michelin che premia i locali con ottima cucina a un prezzo ragionevole. A Copenaghen ce ne sono parecchi ed è il modo più semplice per mangiare bene senza spendere cifre assurde.

La nostra scelta è caduta su Petra Bar Restaurant, che ha ricevuto il Bib Gourmand proprio nel 2026. Si trova dentro un edificio del 1943 dell’architetto danese Kay Fisker: pavimenti in terrazzo originali e tutto l’arredamento firmato da uno dei marchi di design danesi più conosciuti.

Ci siamo trovati molto bene e ve lo consiglio. In due abbiamo ordinato due snack di apertura, due antipasti e due secondi di pesce, più due bottiglie di acqua frizzante, e il conto è stato di 1.060 corone danesi, cioè circa 142 euro. Considerate che non abbiamo preso vino: se lo aggiungete, mettete in conto parecchio in più.

Historic building with a green copper dome and ornate facade against a bright blue sky, with scaffolding nearby.
Marmokirken
Colorful three-story townhouses with a cafe and outdoor seating along a canal.
Nyhavn
Seared fish under a pale yellow sauce dome, garnished with a purple edible flower and surrounded by green peas and orange tapioca pearls on a white plate.
La portata principale del Petra bar restaurant

Giorno 2 — Il centro storico e Vesterbro

Il secondo giorno ci si sposta verso l’interno: prima il centro storico, poi il quartiere che secondo me racconta meglio come è cambiata Copenaghen.

Mattina: Indre By, il centro storico

Si comincia dalla Strøget, una delle aree pedonali più lunghe d’Europa: poco più di un chilometro di negozi che attraversa tutto il centro fino a Kongens Nytorv, la piazza più grande della città, che d’inverno ospita una gigantesca pista di pattinaggio. Lungo la via trovate anche Illum, uno dei grandi magazzini storici della Scandinavia.


A pochi passi, su un’isoletta nel canale, c’è il Castello di Christiansborg, che ospita il Parlamento danese.

Accanto, sull’acqua, c’è la Biblioteca Reale, che tutti chiamano il Diamante Nero: otto piani di granito nero e vetro affumicato, con una spaccatura affacciata sul porto. Anche solo la facciata vale la deviazione.


Pranzo: Torvehallerne

Torvehallerne è il mercato coperto vicino alla stazione di Nørreport: due padiglioni di vetro con banchi di pesce, formaggi, pane, smørrebrød e cucine di ogni tipo. È il posto giusto per mangiare insieme ai locali senza spendere cifre da ristorante.

Pomeriggio: Vesterbro

Vesterbro ha una storia che vale la pena conoscere prima di camminarci dentro: era il quartiere operaio e per anni la zona a luci rosse della città, considerata la più degradata di Copenaghen. Oggi è uno dei posti più vivi, ma quell’anima si vede ancora nei negozi vintage e nella street art che ricopre i muri. 

Poco più avanti c’è il parco di Frederiksberg, enorme e attraversato da canali. Come tutte le zone verdi di Copenaghen è facilissimo perderci ore. In fondo al parco trovate il Palazzo di Frederiksberg e, di fianco, lo zoo cittadino.

Strøget
Bikes lined up at a bike rack in front of a large dark office building with blue-tinted windows under a clear blue sky.
Diamante nero
Seeded toast with avocado spread and kale garnish on a ceramic plate, candlelit table in background.
A Torvehallerne potete assaggiare gli smørrebrød: i tipici panini aperti danesi con pane di segale e sopra di tutto e di più

Giorno 3 — Canali e archeologia industriale

Il terzo giorno è quello che secondo me racconta meglio Copenaghen, ed è tutto costruito intorno a una sola idea: qui le cose brutte non si nascondono, si riaprono al pubblico.

Mattina: il giro in barca sui canali

Se dovessi indicare l’unica attività a pagamento che consiglio davvero a Copenaghen, è questa ed è anche il modo migliore per iniziare la giornata, visto che tutto quello che vedete oggi ruota intorno al porto.

Noi abbiamo scelto il tour guidato dei canali in barca elettrica, che parte e rientra da Islands Brygge 10. E vi ricordo sempre che avete uno sconto su QUALSIASI attività di Get Your Guide con il codice ANGELAISAI5.

 

La barca elettrica non è un dettaglio da poco: si va in silenzio, senza il rumore del motore che copre la voce della guida e senza odore di gasolio. In una città che ha fatto della sostenibilità un’ossessione, è anche l’esperienza più coerente con il posto in cui siete.

Una curiosità sul punto di partenza: Islands Brygge non è un molo qualsiasi. Qui nel 2002 ha aperto il primo bagno pubblico in porto della città.

Christianshavn, la piccola Amsterdam

Da Islands Brygge si risale verso nord fino a Christianshavn, il quartiere dei canali. Non è nato per caso: lo volle il re Christian IV nel 1617, che fece arrivare ingegneri olandesi per costruire un’isola artificiale copiata dalle città-canale d’Olanda.

Le due strade che costeggiano il canale principale si chiamano Overgaden Oven Vandet e Overgaden Neden Vandet, che significano letteralmente “la via sopra l’acqua” e “la via sotto l’acqua”. Qui trovate le case colorate e le barche di legno esattamente come a Nyhavn, ma senza la folla.

A due minuti c’è la Vor Frelsers Kirke riconoscibile per la guglia a spirale dorata che si avvita verso l’alto con una scala esterna percorribile. Anche solo da fuori è uno degli edifici più particolari della città. Se volete salire, l’accesso alla torre è a pagamento.

Christiania

Christiania è la “città libera” nata nel 1971, quando un gruppo di hippie occupò un’ex zona militare abbandonata e ci fondò una comunità autogestita. Dopo anni di trattative con il governo danese, oggi è ufficialmente una comunità autonoma con circa mille abitanti, le sue regole, il suo asilo, i suoi negozi e locali. Non ci entrano automobili e ogni edificio è ricoperto di murales.

Per decenni il punto più famoso e più problematico di Christiania è stata Pusher Street, la via dove la cannabis si vendeva alla luce del sole: era vietato fotografare, e negli anni il controllo delle bande criminali aveva portato a sparatorie e morti. Io ci ero stata quando ancora era aperta e non avevo tante foto infatti. Nell’aprile del 2024 sono stati gli abitanti stessi, con le autorità danesi, a smantellarla fisicamente. Oggi Christiania si visita liberamente e in tranquillità: resta il divieto di fotografare le persone, che è una questione di rispetto verso chi ci abita, ma ho trovato tanti bambini e famiglie che passeggiavano finalmente senza pensieri. Molto carina da vedere secondo me merita!

Giro in barca
Tower peeking above dense trees in a park, with people visible at bottom left and a bright blue sky above.
Vor Frelsers Kirke vista da Christiania
Giant carved wooden monkey sculpture with a curved banner that reads 'THE WORLD IS IN OUR HANDS' against a graffiti-covered wall behind it.
Christiania

Pomeriggio e sera: Refshaleøen

Da Christianshavn si prosegue verso Refshaleøen, l’isola che chiude la giornata. Era uno dei cantieri navali più grandi della Danimarca e oggi è il posto dove i copenaghesi vanno a mangiare, bere e fare il bagno. Ci si arriva in bici in un quarto d’ora, con il bus 2A o con il traghetto urbano, che costa quanto un normale biglietto dei mezzi ma di fatto vi regala una mini-crociera nel porto.

Da vedere La Banchina, un bar piccolissimo sul pontile con una sauna e il bacino dove ci si tuffa direttamente dal molo. Vi avviso che è davvero minuscolo e si riempie presto, quindi arrivateci per tempo.

Per cena si va a Reffen, il mercato di street food costruito dentro i vecchi container del cantiere: decine di banchi con cucine da tutto il mondo, bar e un birrificio, tutti affacciati sul porto. È uno dei posti dove si mangia meglio spendendo poco in tutta la città, ed è anche il luogo che ha stupito di più chi mi segue su Instagram, perché non compare quasi mai nelle guide classiche.

D’estate il tramonto qui arriva verso le nove di sera con lo skyline di fronte, ed è il momento più bello della giornata. Nota fondamentale: Reffen è aperto solo da aprile a ottobre. Se venite in inverno, questa parte della giornata va sostituita con una cena in città.


Una segnalazione, non un’esperienza:
proprio accanto a Refshaleøen c’è CopenHill, che riassume perfettamente il senso di questa giornata infatti è un inceneritore di rifiuti con una vera pista da sci sul tetto, un muro d’arrampicata sulla facciata e un sentiero pubblico che porta in cima. Noi non ci siamo saliti, quindi non posso raccontarvelo in prima persona, ma se avete tempo è a pochi minuti e la salita a piedi è gratuita. Controllate prima gli orari sul sito.

Colorful 3D yellow sign on a blue-gray corrugated storefront, with string lights overhead against a bright blue sky.
Reffen
Colorful outdoor market row on a sunny day with food stalls, string lights, and blue sky above.
Reffen street food
People sit along a wooden dock by a blue lake on a sunny day, some fishing or watching the water.
La banchina

Cosa mettere in valigia per Copenaghen (le cose che ci hanno salvato)

Purple portable power bank held in a hand, with a white wrist strap attached and visible ports on the bottom edge.
🔋 Power bank — tra Google Maps e foto la batteria vola. (Clicca sulla foto per vedere quello che uso io) *link affiliato
Black athletic outfit laid flat on a white surface, featuring joggers with a 'SPORT' waistband and a folded black T‑shirt nearby.
Se ci andate in inverno: intimo termico perchè qui SI CONGELA. Obbligatorio se siete un po' freddolosi! Click sulla foto per acquistare su Amazon quello che uso io. *link affiliato
Blonde woman with a bun and tattooed left arm stands by a canal railing on a city street, wearing a brown tank top and carrying a small bag.
👜 Tracolla comoda e leggera. (Clicca sulla foto per vedere i dettagli della mia amata Kipling)

Dove fare colazione: le bakery di Copenaghen

Se c’è una cosa per cui vale la pena venire a Copenaghen anche solo per un weekend, sono i cardamom bun, le girelle al cardamomo. Vi dico subito una cosa: è difficile trovarne di cattivi in questa città, quindi non fatevi ossessionare dalla classifica perfetta. Detto questo, ecco i miei pareri dopo averli assaggiati.

Hart Bageri — Il cardamom croissant più buono di tutto il viaggio, e per me il dolce assolutamente imperdibile di Copenaghen. Se dovete sceglierne uno solo, scegliete questo. Ovviamente non è il classico cardamom bun ma rimane comunque meraviglioso!


Juno the Bakery
— È il nome che gira ovunque sui social e c’è sempre una fila infinita. Sinceramente? Credo che quella fila sia dovuta più al potere dei social che alla sostanza: i loro cardamom bun li ho trovati nella media. Parere personale, ovviamente, ma se avete poco tempo non farei un’ora di coda per questi.


Andersen & Maillard
— Menzione speciale, e vi consiglio in particolare la sede di Nordhavn: c’è una scelta enorme e ogni dolce sembra un’opera d’arte. Il loro cinnamon roll era eccezionale.


Sankt Peders Bageri
— Questo non sono riuscita a provarlo perché era chiuso per ferie, quindi non posso darvi un’opinione mia. Ve lo segnalo comunque perché è il forno più antico della città e in tanti lo indicano come l’eccellenza assoluta: se lo trovate aperto, fatemi sapere.


Dove mangiare senza spendere una fortuna

Copenaghen è cara e i ristoranti lo sono parecchio, quindi due dritte pratiche. La prima sono i mercati di street food come Broens Gadekøkken, Reffen e Torvehallerne: si mangia bene alla metà del prezzo di un ristorante e spesso con vista migliore.

La seconda è Joe & The Juice, che trovate praticamente ovunque in città: panini, insalatone e succhi a un prezzo umano. E non è la solita catena internazionale di ripiego: è nata proprio qui, a Copenaghen, nel 2002, e solo dopo si è espansa nel resto del mondo.

Gli smørrebrød, i tipici panini aperti danesi con pane di segale e sopra di tutto (aringa, salmone, gamberetti, uova), sono da assaggiare almeno una volta. Ma non serve prenotare un ristorante apposta: si trovano ovunque, anche nei mercati coperti e negli street food market, dove costano molto meno. Parere onesto: li ho provati e non sono diventati il mio piatto preferito del viaggio.

Woman holding a large glossy pastry up to her face, smiling slightly at the camera.
Hart Bageri e il loro cardamom croissant per me imbattibile
Close-up of a hand holding a fluffy pretzel pastry dusted with sugar, with a to-go coffee cup in the background on an outdoor table.
Juno the bakery e il famosissimo cardamom bun (per me sopravvalutato)
Woman in a white hoodie outdoors, taking a bite from a cinnamon roll pastry held close to her mouth.
Andersen & Maillard dove ho trovato la felicità

Musei e attrazioni: la mia opinione onesta

Copenaghen è una città meravigliosa per l’atmosfera e i quartieri ma in quanto a musei secondo me non offre moltissimo. Visto che li ho visitati, vi dico com’è andata.


Ny Carlsberg Glyptotek — l’unico che vi consiglio davvero.
Fondato nel 1888 da Carl Jacobsen, l’industriale della birra Carlsberg, raccoglie opere egizie, greche, etrusche e romane. Ma il motivo per cui va visto è l’edificio: un giardino d’inverno con palme e fontana al centro del museo una piccola oasi verde piena di sculture. Ingresso a pagamento, con tariffa ridotta per gli under 27. Ho amato.


Tivoli per me snì.
Aperto dal 1843, è uno dei parchi a tema più visitati al mondo e ha apertura stagionale, quindi controllate le date prima di programmarlo. La particolarità sono le giostre volutamente “old school”. Io ci sono stata durante il periodo di Halloween (era gratuito con la Card ) e l’ho trovato carino solo per le decorazioni. Se ci andate, andateci di sera. Questa volta in estate ho evitato anche perchè non costa poco.


Quelli che salterei.
Ve lo dico chiaramente perché li ho visti tutti e tre nello stesso pomeriggio di pioggia, e non mi hanno lasciato nulla: il Castello di Rosenborg, il Natural History Museum e l’orto botanico. Se proprio vi incuriosisce Rosenborg, l’unica parte che secondo me vale è la sezione dei gioielli della corona nei sotterranei.

Indoor atrium with a circular glass skylight, tropical plants, and several people walking among arches.
Glyptotek
Night view of a lit-up, ornate courtyard with a central domed building, arches, and a circular fountain surrounded by glowing pumpkins in the foreground.
Tivoli quando ci ero entrata a novembre ed era tutto addobbato per Halloween
Ornate gold crown encrusted with pearls and red gems on a black display stand inside a glass case.
I gioielli della corona di Rosenborg unica parte che mi era piaciuta

Gite fuori porta da Copenaghen

Se avete un giorno in più, la gita che ho fatto io è Dyrehaven, il “Deer Park”: si prende il treno per Klampenborg e in una ventina di minuti siete dentro un parco immenso, patrimonio UNESCO, che era la riserva di caccia della famiglia reale danese. Oggi ci scorrazzano liberamente oltre duemila cervi. A me è piaciuto molto perché amo la natura e i grandi parchi: il periodo migliore è il pieno autunno o la primavera.

 

Altre opzioni valide, in ordine di distanza:

  • Malmö — in Svezia, poco più di mezz’ora di treno attraversando il ponte sull’Øresund. Ricordatevi il documento d’identità.
  • Roskilde — mezz’ora di treno, per il museo delle navi vichinghe e la cattedrale.
  • Helsingør — il castello di Kronborg, quello dove Shakespeare ha ambientato l’Amleto.
  • Louisiana Museum of Modern Art — a Humlebæk, sulla stessa linea di Helsingør: museo d’arte moderna affacciato sul mare, il più famoso della Danimarca.

Di queste ho visitato solo il Deer Park, quindi le altre ve le segnalo come idee da valutare, non come esperienze mie.

Vale la pena andare a Copenaghen?

Sì, e ve lo dico dopo esserci stata due volte in due stagioni opposte e per motivi completamente diversi: la prima da sola per curiosità, la seconda per scappare dai 39 gradi italiani.

Non è una città che stupisce per i monumenti o per i musei, e se cercate quello resterete delusi. Quello che ha di speciale è come è organizzata: una città dove fare passeggiate infinite in totale relax, ci si fida della gente, e c’è un’idea di spazio pubblico che da noi non esiste. Mettete in conto che è cara, sull’alloggio e sui ristoranti si spende parecchio ma con un appartamento, i mercati di street food e una spesa al supermercato il conto rientra.

Se ci andate, fatemelo sapere: mi trovate su Instagram cliccando QUI.

Vi ricordo che questo itinerario lo trovate anche in formato video! Su Instagram della durata di 2 minuti QUI. Su YouTube della durata di 10 minuti QUI.

Domande frequenti su Copenaghen

Tre giorni pieni sono la durata ideale: bastano per vedere il centro storico, il quartiere reale, i canali e le zone meno turistiche senza correre. Con due giorni si vede l’essenziale ma si taglia tutta la parte più interessante della città. Se avete un giorno in più, usatelo per una gita fuori porta.

Sì, è una delle capitali più care d’Europa, soprattutto su alloggio e ristoranti. Si risparmia molto dormendo fuori dal centro, cucinando in appartamento e mangiando nei mercati di street food, dove si spende circa la metà rispetto a un ristorante.

Dipende da quanti musei volete visitare. Include oltre 80 attrazioni e i mezzi pubblici illimitati, quindi conviene se avete in programma più ingressi a pagamento. Se invece pensate di passare le giornate all’aperto, è più economico scaricare l’app Rejsekort e pagare le singole corse.

Vesterbro se volete essere vicini alla stazione e a Tivoli, Nørrebro se accettate 10 minuti di metro in cambio di prezzi più bassi, Indre By se il budget non è un vincolo. La città è compatta e ben collegata, quindi dormire fuori dal centro non è un problema.

No, in Danimarca si usa la corona danese e gli euro non vengono accettati. In compenso non serve il contante: si paga tutto con carta, anche un caffè. Il cambio è fisso intorno a 7,46 corone per euro, quindi per farvi i conti al volo potete dividere i prezzi per 7.

L’estate se volete i bagni in porto, i mercati all’aperto come Reffen e le giornate lunghissime, con temperature intorno ai 20-23 gradi. L’autunno per i parchi e il foliage, tenendo però conto che a novembre fa buio già nel pomeriggio e molte attività stagionali sono chiuse.

È costantemente ai primi posti delle classifiche sulle città più sicure al mondo. Io ci sono stata da sola rientrando spesso tardi e al buio senza mai sentirmi a disagio. Valgono le normali precauzioni contro i borseggi nelle zone turistiche.

*in questo sito sono presenti prodotti in affiliazione.