Il Cairo in 3 giorni: itinerario, cosa vedere e dove dormire

Two tourists stand together in front of a massive ancient pyramid in a desert under a clear blue sky, posing for a photo.

Il Cairo in 2 giorni: itinerario, cosa vedere e cosa eviterei (2026)

Le piramidi erano una di quelle cose che rimandi per anni. Le vedi nei documentari, le vedi nelle foto degli altri, e ogni volta pensi “prima o poi”. Quest’anno il “prima o poi” è arrivato: il viaggio cadeva a cavallo del mio compleanno e ci è sembrato il momento giusto per smettere di rimandare. Siamo partiti il 21 settembre.

Come ogni volta, in questo blog traccio anche un po’ le conclusioni valutando a fine viaggio le cose che rifarei in modo completamente diverso o che non rifarei affatto. Ve le racconto tutte!

Il primo errore l’ho fatto prima ancora di arrivare: ho prenotato il volo con Neos convinta che fosse diretto. Invece c’era uno scalo tecnico a Sharm el-Sheikh con quasi cinque ore di viaggio. Nel paragrafo sui voli vi spiego quali compagnie fanno il Cairo senza scali e come evitare di inciampare nello stesso errore.

Come arrivare al Cairo dall’Italia

Le compagnie che volano dirette al Cairo (CAI)

Da Milano Malpensa l’aeroporto principale del Cairo è servito senza scali da cinque compagnie:

  • EgyptAir la più frequente, 17 voli a settimana.
  • Air Cairo spesso la più economica, 7 voli a settimana.
  • Air Arabia Egypt 6 voli a settimana.

EgyptAir vola anche da Roma Fiumicino e, dal giugno 2026, da Venezia.

L’alternativa low cost: l’aeroporto Sphinx (SPX)

C’è un secondo scalo che vale la pena conoscere: lo Sphinx International Airport (SPX), a Giza. Da Malpensa ci volano easyJet e Wizz Air Malta, con tariffe che partono spesso da poche decine di euro a tratta.

Però tenete conto di due cose:

  • SPX è a Giza, non in centro. È un vantaggio se dormite dalle parti delle piramidi o del nuovo museo, molto meno se avete prenotato in centro città.
  • È un aeroporto piccolo, con pochi servizi e molti meno voli. Se salta qualcosa, le alternative per rimediare in giornata sono poche.

Il mio consiglio: prendete il diretto su CAI con EgyptAir o Air Cairo. Se invece la differenza è importante e dormite a Giza, SPX ha perfettamente senso.

Prima di partire: visto, internet, assicurazione

Il visto

Per gli italiani il visto è obbligatorio. Vi consiglio di farlo online in anticipo sul portale ufficiale visa2egypt.gov.eg, che è l’unico sito da usare: in rete ne trovate molti altri che vendono lo stesso servizio con un bel sovrapprezzo. Nelle FAQ del portale ufficiale l’ingresso singolo turistico risulta a 25 dollari, ma sull’estratto conto a noi ne sono stati addebitati 30. Quindi mettete in conto 30 dollari a testa e non 25 (dato verificato a settembre 2026).

Internet: la eSIM

Al Cairo la connessione serve più di quanto immaginiate: per chiamare Uber, per mostrare i biglietti prenotati online, per le mappe. Noi abbiamo usato come sempre la nostra fidata eSIM Holafly e anche questa volta ci siamo trovati benissimo: potete acquistarla mesi prima o poche ora prima perchè alla fine si attiva dal telefono prima di partire e all’atterraggio siete già online. Nessun problema di copertura e nessuna limitazione: WhatsApp e chiamate hanno sempre funzionato normalmente.

Trovate Holafly qui e con il codice ANXHELA avete sempre uno sconto!

L’assicurazione di viaggio

Ero già stata in Egitto anni fa, con i miei genitori, e mi sono presa un virus intestinale che mi ha rovinato buona parte della vacanza. Non è una cosa rara da queste parti: capita spesso, e capita anche stando attenti. La differenza la fa avere qualcuno da chiamare quando succede, invece di cercare un medico in un paese che non conoscete, pagando tutto di tasca vostra.

Noi usiamo come sempre Heymondo: cliccando da questo link lo sconto è già applicato, non dovete inserire nessun codice!

Contanti

I contanti vi serviranno per le mance (in Egitto sono quasi “obbligatori” nel senso che se lo aspettano). Per il resto qualsiasi ingresso o museo l’abbiamo pagato con la Revolut (vi avevo raccontato tutto QUI su questa carta). Comunque loro accettano molto volentieri le mance anche in euro!

Dove dormire al Cairo

La mia prima idea era dormire a Giza per avere piramidi e Grand Egyptian Museum a due passi ed evitare il traffico la mattina. Poi ho letto le recensioni, e lì ho cambiato idea. Il punto che tornava in quasi tutte, su hotel diversi e fasce di prezzo diverse, era sempre lo stesso: il rumore del traffico, costante, a tutte le ore.

Così abbiamo scelto di stare in città, mettendo in conto 20-30 minuti di auto per raggiungere Giza la mattina. È un compromesso che rifarei perchè muoversi con Uber è facilissimo e super economico!

L’hotel dove abbiamo dormito

Di solito cerchiamo soluzioni di medio budget: un buon compromesso tra prezzo e qualità. In Egitto ho fatto un’eccezione.

Ah, mi raccomando: prenotare con largo anticipo per trovare prezzi abbordabili!

La prima volta che sono stata in Egitto come vi avevo già accennato, sono stata male, e non volevo rischiare di nuovo. Così ho tolto dalla ricerca tutta la fascia media e sono andata dritta sulle catene internazionali a cinque stelle, dove sapevo cosa aspettarmi in termini di pulizia e di standard. È una scelta che ha un costo più alto, ma per questo viaggio l’ho messa in conto fin dall’inizio.

Abbiamo dormito all’Hilton Grand Hotel (che trovate su Booking QUI). Pulito, servizio all’altezza, 200 euro a notte quando abbiamo prenotato noi. È di gran lunga la voce su cui abbiamo speso di più in tutto il viaggio. Se avete la stessa priorità è un’ottima scelta.

Ero indecisa anche con lo Steingerberger (che trovate QUI) perchè ottima catena e aveva lo stesso prezzo!

Qui sotto trovate le alternative che considererei.

Altre zone e altri hotel

Queste non le ho provate di persona: ve le segnalo come alternative nelle zone che considererei, con la stessa logica che ho usato io, cioè stare in città e vicino al Nilo.

Zamalek è l’isola sul Nilo, la zona più tranquilla e vivibile del Cairo, piena di ristoranti e caffè. È quella che sceglierei se tornassi.

Altro consiglio se vi interessa la pulizia: su Booking potete filtrare le recensioni in base alla nazionalità degli ospiti. Noi italiani siamo molto pignoli sulla pulizia quindi controllate sempre le recensioni di altri italiani, vi aiuterà! 🙂

QUI trovate anche delle super offerte di Booking ! Vi basta prenotare entro il 7 gennaio 2027 per soggiorni compresi tra il 1° ottobre 2026 e il 7 gennaio 2027.

Aerial view of blue ocean meeting a sandy desert coastline along the shore from above.
Cluster of tall, cylindrical apartment towers lining a busy city intersection at sunset with cars on the road and a pale sky behind them

Conviene una guida o si fa da soli?

Per i siti archeologici secondo me sì, la guida serve. A Saqqara, a Menfi e a Giza senza qualcuno che vi racconti cosa state guardando vi perdete metà del senso e rischiate anche di saltare proprio le cose più interessanti, che non sono segnalate.

Per il Cairo storico secondo me no. Cittadella, moschea, museo e mercato si fanno benissimo da soli: si prende un Uber, si va con i propri tempi e si spende molto meno.

Noi avevamo prenotato una guida dall’Italia scelta perché parlava italiano perchè non volevamo perderci una singola parola o curiosità! Mi dispiace anche dirlo ma sinceramente non la consiglierei. Tornando indietro prenoterei direttamente quello che avevo trovato QUI su GetYourGuide, dove si leggono le recensioni di chi c’è già stato e si ha una tutela se qualcosa non va. E sinceramente, costa meno pure di quanto richiesto dalla mia guida che non è stata il massimo. Potete (e potevo mannaggia) usare lo sconto sempre valido su qualsiasi attività ANGELAISAI5.

Giorno 1: Saqqara e Menfi

Il primo giorno si parte dalle origini. Non dalle piramidi che tutti conoscono, ma da quelle che le hanno rese possibili!

Saqqara

Qui c’è la piramide a gradoni di Djoser: la prima piramide mai costruita, circa 4.700 anni fa. Prima di lei si costruivano tombe basse e rettangolari, poi un architetto di nome Imhotep ha avuto l’idea di sovrapporne sei di dimensioni decrescenti. Tutto quello che vedrete a Giza nasce da qui.

Due cose da non perdere, perché non sono segnalate e si rischia di passarci davanti senza accorgersene:

  • Il serdab: una piccola camera sigillata addossata alla piramide, con due fori all’altezza degli occhi. Avvicinatevi e guardate dentro: vi ritroverete faccia a faccia con la statua di Djoser, seduta lì a fissare il vuoto da millenni. Quella in loco è una copia, l’originale è al Museo Egizio di Tahrir, ma l’effetto è lo stesso.
  • Le tombe dei nobili: all’interno ci sono rilievi conservati in un modo che non vi aspettate: scene di vita quotidiana, animali, raccolti, con i colori ancora visibili. Sono molto più “vive” dell’interno delle piramidi, che invece è spoglio.

Abbiamo pagato con carta l’ingresso a 20€ circa in due.

Menfi

A una decina di minuti da Saqqara c’è Menfi, la prima capitale dell’antico Egitto. Oggi è un museo a cielo aperto piccolo, si gira in meno di un’ora, ma custodisce dei pezzi che da soli giustificano la tappa.

Il primo è il Colosso di Ramses II: una statua di oltre dieci metri, sdraiata su un fianco perché parte delle gambe si sono perse. Si visita da una passerella rialzata che vi porta all’altezza del viso, ed è una delle poche occasioni in cui potete guardare un faraone negli occhi da vicino.

Il secondo è la Sfinge di alabastro, una delle meglio conservate d’Egitto. Sul volto che rappresenta non c’è accordo tra gli studiosi: viene attribuita a Hatshepsut, ad Amenhotep II o ad Amenhotep III a seconda delle interpretazioni.

Biglietto: abbiamo pagato in 2 in totale 6,80€. Pagato sempre tutto con carta Revolut ovviamente!

Informazioni pratiche sulla giornata

  • Pranzo: nei dintorni ci sono ristoranti con grigliata mista e buffet, inclusi nella maggior parte dei tour.
  • Pagamenti: alle biglietterie dei siti egiziani si paga quasi ovunque solo con carta. Tenete comunque dei contanti per le mance, che qui sono una consuetudine.
  • Vestiario: scarpe chiuse e comode io ho portato le mie vans da viaggio le trovate QUI sono perfette per l’estate e per camminare molto. Un cappello (QUI vi lascio il mio UPF50+) e borraccia con acqua. A Saqqara si cammina sulla sabbia e l’ombra non esiste.

 

Stone statue of an ancient Egyptian pharaoh with a nemes headdress and weathered face, carved from light-colored rock, in a dusty setting.
Statua del faraone visibile dal foro a Saqqara
Back view of a woman observing an ancient Egyptian relief showing workers, cattle, and hieroglyphs on a stone wall.
Interno tombe nobili Saqqara
Large reclining ancient Egyptian statue of a pharaoh in a workshop, with a worker in the background and open doors behind it.
Statua Colosso di Ramses II
Stone statue of a standing figure on a pedestal in a sunlit park, with palm trees and greenery in the background.
Menfi

Giorno 2: le piramidi di Giza e il Grand Egyptian Museum

La mattina: l’altopiano di Giza

Qui ci sono le tre piramidi che tutti conoscono: Cheope, Chefren e Micerino più la Sfinge. Il biglietto base dà accesso a tutta l’area e agli esterni di tutte e tre.

Un passaggio da non saltare è il punto panoramico sul lato del deserto: da lì si vedono nove piramidi allineate, le tre grandi più quelle più piccole delle regine. È la vista che avete in mente quando pensate a Giza, ed è anche l’unico punto da cui entrano tutte nella stessa inquadratura. Infatti qui abbiamo fatto una foto bellissima! 

Il mio consiglio: andate ad abbracciare le piramidi. Innanzitutto perchè vi renderete conto della grandezza immensa di quei blocchi e secondo perchè leggenda dice che si allunghi la vita così! 🙂

Entrare dentro una piramide: conviene?

L’ingresso all’interno si paga a parte, piramide per piramide. Dentro la piramide di Cheope il biglietto costa molto più degli altri, i posti sono contingentati ogni giorno e finiscono presto. Dentro non ci sono decorazioni né tesori: c’è un corridoio stretto, basso, molto caldo e affollato, che porta a una camera spoglia. Se soffrite anche solo un po’ di claustrofobia, mettetelo in conto. Se volete comunque l’esperienza, Chefren e Micerino costano una frazione e vi danno sostanzialmente la stessa cosa con molta meno coda. Noi comunque dopo aver saputo che non c’è assolutamente nulla dentro, abbiamo deciso di non entrare!

Biglietti: abbiamo acquistato direttamente lì il biglietto e pagato con carta anche qui. Costo circa 23 € in due.

 

Couple posing in front of the Great Pyramid of Giza and the Sphinx in a sandy desert setting outside Cairo.
Side view of the Great Sphinx of Giza with a weathered head and layered sandstone body under a clear blue sky.

Il pomeriggio: il Grand Egyptian Museum

A due chilometri dall’altopiano c’è il Grand Egyptian Museum, aperto al pubblico dal novembre 2025 dopo più di vent’anni di lavori. È il più grande museo al mondo dedicato a una sola civiltà.

Le cose per cui vale il biglietto:

  • Le gallerie di Tutankhamon: per la prima volta dalla scoperta della tomba, nel 1922, l’intero corredo è esposto tutto insieme in un unico posto. Sono oltre cinquemila pezzi: non solo la maschera d’oro, ma i carri, i letti, gli oggetti di uso quotidiano.
  • La Grande Scalinata: una scalinata monumentale fiancheggiata da statue colossali. 
  • La barca solare di Cheope: in un edificio dedicato, accanto al museo principale.
  • La vetrata sulle piramidi: dall’atrio si vede l’altopiano. Avendolo visitato la mattina, l’effetto è tutt’altra cosa.

Il biglietto va prenotato online, obbligatoriamente

Gli stranieri non possono comprare il biglietto del GEM all’ingresso. Si prenota solo online sul sito ufficiale gem.eg, scegliendo data e fascia oraria. Arriva una mail di conferma con i biglietti in PDF allegati.

Quanto abbiamo pagato noi: 51,13 € in due, quindi poco più di 25 € a testa (settembre 2026). Le tariffe vengono aggiornate senza preavviso, quindi il prezzo esatto lo vedete al momento della prenotazione.

Quanto tempo serve

Mettete in conto circa tre ore, quattro se volete fermarvi più a lungo. All’interno ci sono caffetterie e ristoranti, quindi non serve organizzarsi il pranzo da fuori.

Ancient Egyptian statue of a pharaoh standing with arms at sides, wearing a tall headdress, on a pedestal inside a modern museum hall with glass ceiling.
Ingresso GEM
Gold pharaoh bust (Tutankhamun style) with blue-gold striped nemes headdress in a store window.
Maschera d'oro
Large wooden ship sculpture displayed indoors under a wavy white ceiling in a museum atrium.
Barca di Cheope
Silhouette of a woman in a white dress standing inside a glass-walled building, looking toward two pyramids on a desert plain.
Vista piramidi GEM

Giorno 3: il Cairo storico

Oggi si lascia l’Egitto antico e si entra in quello islamico e medievale. È una giornata completamente diversa dalle altre due ed è il motivo per cui secondo me tre giorni sono il minimo.

Questa è anche la giornata che vi consiglio di fare da soli. Non serve una guida: si prende un Uber, si va con i propri tempi e si spende molto meno.

La Cittadella di Saladino

Si parte dall’alto. La Cittadella è una fortezza costruita nel XII secolo su una collina che domina la città, e il primo motivo per salirci è la vista: da lassù si vede il Cairo per intero e, nelle giornate limpide, si distinguono anche le piramidi di Giza all’orizzonte.

All’interno c’è la Moschea di Mohamed Ali, quella con le cupole e i due minareti sottili che vedete in tutte le fotografie della città. È ottocentesca e di impianto chiaramente ottomano, molto diversa dalle moschee più antiche del Cairo. Dentro è rivestita di alabastro, da cui il soprannome di “moschea di alabastro”.

Come vestirsi: spalle e ginocchia coperte. All’ingresso si tolgono le scarpe oppure potete “noleggiare” dei calzari che vi danno per pochi cent. Se non avete un foulard, all’ingresso vi prestano una tunica al costo di 1€ . Io stavo morendo dal caldo quindi mi raccomando, ricordatevi il vostro foulard!

Biglietto: circa 550 EGP a persona, poco meno di 10 € (verificato a ottobre 2026). Il biglietto comprende tutta l’area della Cittadella, moschea inclusa.

Khan el-Khalili

Nel pomeriggio il bazar, che esiste dal Trecento ed è ancora oggi il mercato principale del Cairo. Vicoli stretti, botteghe di rame e ottone, spezie, tessuti, lampade, profumi.

Qualche indicazione pratica, perché qui serve:

  • Si contratta sempre. Il primo prezzo che vi dicono è un punto di partenza, non una richiesta. Partite molto più in basso di quanto vi sembri ragionevole e trattate con il sorriso: fa parte del gioco e nessuno se la prende, anzi.
  • Vi fermeranno spesso per invitarvi a entrare. Un “no grazie” detto senza rallentare il passo funziona benissimo.
  • Andateci verso il tardo pomeriggio: fa meno caldo, le luci si accendono e l’atmosfera cambia completamente.

Se vi avanza tempo: il Museo Nazionale della Civiltà Egizia

Questo noi non l’abbiamo visitato, ma ve lo segnalo perché è l’aggiunta che farei tornando indietro, e perché è una cosa che quasi nessuno sa.

Il Museo Nazionale della Civiltà Egizia (NMEC), a Fustat, nel Cairo vecchio, è il posto dove sono custodite le mummie reali. Nel 2021 sono state trasferite qui dal vecchio Museo Egizio di Tahrir con una cerimonia in diretta mondiale, la cosiddetta “parata d’oro dei faraoni”. Sono una ventina, tra faraoni e regine, in una sala dedicata.

Il punto importante: le mummie reali non sono al Grand Egyptian Museum. Molti danno per scontato che vedendo il GEM abbiano visto tutto, e invece per questo serve venire qui.

Woman with blonde hair in a white tank top and cap stands on a rooftop, overlooking Cairo's skyline with mosques and domes in the distance, clear blue sky above.
Woman in light coat looks up at many hanging glass globes inside a richly decorated domed hall with marble walls and ornate ceiling.

Come proseguire il viaggio

Tre giorni al Cairo bastano per la città, ma una volta arrivati fin qui sarebbe un peccato ripartire subito. L’Egitto è grande e i collegamenti interni costano poco: vale la pena aggiungere almeno una seconda tappa.

Noi eravamo indecisi tra parecchie opzioni. Alla fine abbiamo preso un volo interno EgyptAir e siamo andati a Marsa Alam, sul Mar Rosso. Da lì si può fare un’escursione fino a Luxor, ma avevamo pochi giorni e abbiamo preferito restare fermi e goderci il mare invece di passare una giornata in pullman.

Queste sono le alternative che avevamo valutato, se volete farvi un’idea:

  • Luxor e Assuan: la Valle dei Re, Karnak, i templi. È la tappa più ovvia dopo il Cairo e quella che fa vedere l’altra metà dell’Egitto antico. Si arriva in un’ora di volo oppure con il treno notturno, che ha cuccette e parte dalla stazione di Ramses.
  • La crociera sul Nilo di solito tra Luxor e Assuan, da tre a sette notti. È il modo classico di vedere i templi senza doversi spostare ogni volta, perché dormite e viaggiate sulla stessa barca.
  • Abu Simbel con i due templi scavati nella roccia, con le statue colossali di Ramses II. Si fa in giornata da Assuan.
  • Il Mar Rosso: Marsa Alam, Hurghada, Sharm el-Sheikh, Dahab. Se cercate mare e snorkeling, è qui che dovete andare: i fondali sono tra i migliori al mondo.
  • Alessandria d’Egitto è la più comoda di tutte, si raggiunge in treno in due o tre ore. 
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In conclusione

Le piramidi sono una di quelle cose che vanno fatte una volta nella vita. Non è una frase di circostanza: è esattamente quello che ho pensato io, con le mani appoggiate su un blocco di pietra più alto di me, dopo anni passati a rimandare.

Il Cairo non è una città comoda e non tutto fila liscio, ma ne vale la pena. Se partite sapendo cosa aspettarvi, e questo articolo serve a quello, tornate a casa con ricordi indimenticabili!

Se volete vedere com’è davvero, sul mio profilo Instagram @angelaisai trovate il reel del viaggio, con le piramidi, il museo e tutto il resto.

Buon viaggio! ✨

Cosa mettere in valigia per l'Egitto

Person wearing black and white athletic sneakers rests feet crossed on a wooden floor, laces tied.
Le mie inseparabili Vans da viaggio: il piede traspirava essendo estive e va bè per comodità sono le migliori!
Woman with blonde hair in a white tank top and cap stands on a rooftop, overlooking Cairo's skyline with mosques and domes in the distance, clear blue sky above.
Il mio cappello pieghevole UPF 50 +. Attenzione che vi arriva anche con il pezzo per il collo ma basta staccarlo!
Hand holding a yellow sunscreen stick dispenser with a white tube inserted, outdoors on grass.
Il caldo è secco quindi fortunatamente non si suda ma comunque è fortissimo! Quindi indispensabile lo stick solare da riapplicare sul viso più volte!
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