Come vestirsi in inverno in viaggio: la guida per le città più fredde

Come vestirsi in inverno in viaggio: la guida per le città più fredde

Ho vissuto a Vienna, e lì ho imparato la cosa più importante sul vestirsi d’inverno: il problema non è il freddo fuori, è il caldo dentro. Uscivo coperta per temperature sotto lo zero e dopo cinque minuti in metropolitana o dentro un negozio sudavo, perché il riscaldamento è tenuto altissimo ovunque.

È il motivo per cui il cappotto pesantissimo non è mai la soluzione! In una giornata in città entrate e uscite venti volte, e vi serve qualcosa che si possa togliere e rimettere senza ritrovarvi a portare mezzo guardaroba in mano.

In questo articolo vi racconto come mi vesto io, strato per strato, con i capi che uso davvero. L’obiettivo è stare al caldo senza sembrare pronti per una spedizione polare.

La regola d’oro: vestirsi a strati

Il segreto per stare comodi in una città fredda è uno solo: vestirsi a strati, il famoso abbigliamento “a cipolla”.

Non è una questione di quanto siete coperti, ma di quanto velocemente potete regolarvi. Nei paesi freddi il riscaldamento negli ambienti chiusi è tenuto altissimo: metropolitana, negozi, musei, ristoranti e passare dai meno cinque della strada ai ventiquattro gradi di un centro commerciale succede venti volte al giorno. Con un solo capo pesantissimo vi ritrovate a sudare dentro e a congelare appena uscite.

Gli strati sono tre, e ognuno ha un compito preciso.

Primo strato: l’intimo termico

Lo strato a contatto diretto con la pelle è quello che la maggior parte delle persone sbaglia.

Deve fare due cose insieme: trattenere il calore corporeo e allontanare l’umidità. La seconda è la più importante e la meno ovvia: se sudate e il sudore resta sulla pelle, appena uscite al freddo vi si gela addosso e sentirete molto più freddo di prima.

Per questo il cotone, a contatto con la pelle, è la scelta peggiore: assorbe l’umidità e la trattiene. Meglio lana merino o tessuti tecnici sintetici.

Qui trovate una selezione di intimo termico su Amazon

Lo strato intermedio è quello che vi tiene caldi davvero. Deve isolare e allo stesso tempo lasciar respirare il corpo: pile, maglioni leggeri, gilet o piumini ultraleggeri in materiali traspiranti.

Questo è anche lo strato che vi togliete quando entrate da qualche parte, quindi sceglietelo pensando a dove lo metterete: un piumino ultraleggero si ripiega e sta in borsa, un maglione di lana grossa no.

Segnalo anche i piumini ultraleggeri Uniqlo, che come strato intermedio sono perfetti: occupano pochissimo spazio e scaldano molto più di quanto sembri. Li trovate sul sito Uniqlo, sia da donna che da uomo.

Pile CMP nero donna
Pile CMP nero uomo

Terzo strato: il guscio esterno

Questo è il capo che vi protegge da freddo, vento e pioggia. Deve essere impermeabile e antivento, ma anche traspirante: se non lascia uscire l’umidità, tutto il lavoro fatto dai primi due strati non serve a niente.

In città il parka è di solito la scelta migliore: copre fino a metà coscia, ha il cappuccio e sta bene anche quando non siete in montagna.

Il mio Amato parka Ragewar
Columbia giubbotto
Sezione Piumini Uniqlo

I pantaloni

Anche sotto vale la regola degli strati, ed è la parte che quasi tutti trascurano.

La base è un leggings termico. Se le temperature non sono proibitive può bastare da solo sotto i vestiti, ma sotto lo zero serve qualcosa sopra: un pantalone tecnico o anche semplicemente un jeans.

 

Le scarpe: la scelta che fa più differenza di tutte

Se c’è una cosa su cui non vale la pena risparmiare è questa. Con i piedi freddi o bagnati la giornata finisce, non importa quanto siete coperti sopra.

Due regole valide per qualsiasi scarpa scegliate:

  • Suola in gomma antiscivolo. Nelle città fredde il problema vero non è la neve, è il ghiaccio sui marciapiedi la mattina presto. Una suola liscia vi fa cadere.
  • Mezzo numero in più del vostro se non usate le solette. Dentro ci vanno le calze termiche, che sono spesse: se la scarpa stringe, il piede non circola e si gela comunque. È l’errore più comune di tutti. Oppure potete fare come me e usare le solette termiche che amo follemente!

Detto questo, non esiste la scarpa invernale giusta in assoluto: dipende da cosa andate a fare. Ve le divido per situazione.

Se camminate tutto il giorno in città

È il caso più comune: dodicimila passi al giorno tra musei, mercatini e centro storico, con freddo ma senza neve alta.

Qui serve uno scarponcino impermeabile basso, comodo da subito e che non pesi. Io uso i Columbia e li ho messi alla prova in Islanda: se tengono lì, in una città europea d’inverno non avete alcun problema. Ho creato una lista amazon con tutte le scarpe (e non solo) che consiglio per questi viaggi! La trovate QUI.

Se c’è neve vera o fa molto freddo

Quando si scende parecchio sotto lo zero o si cammina sulla neve, serve un doposci o uno stivale da neve: più alto, più imbottito, con l’interno termico.

Sono più ingombranti in valigia e meno versatili, quindi prendeteli solo se sapete che vi servono davvero.

 

Se volete qualcosa che non sembri uno scarpone

Capitolo che mi riguarda da vicino: non sempre ho voglia di girare una capitale con ai piedi una scarpa da trekking.

Esistono modelli pensati per la città che restano caldi e impermeabili ma hanno un aspetto normale. Il compromesso è che reggono meno della controparte tecnica: vanno bene con il freddo, meno con la neve alta.

Se proprio non volete rinunciare alle vostre sneakers

Lo capisco, e c’è una soluzione. Non è perfetta, ma funziona meglio di quanto pensiate.

  • Spray impermeabilizzante — io lo uso sulle Converse e funziona anche sulle borse di tela. Non le rende adatte alla neve, ma vi salva da pioggia e umidità. Lo trovate qui.
  • Solette riscaldanti — si infilano dentro qualsiasi scarpa e tengono i piedi caldi tutto il giorno. Le trovate qui.
Columbia Slopeside Village Omni-heat Mid Stivali da neve
Questi li ho usati in Islanda: Columbia Scarponcini Donna

Se invece siete troppo affezionati alle vostre sneakers, nessun problema ho la soluzione a tutto!

 

Gli accessori

Qui c’è la cosa che ho imparato con gli anni: gli accessori scaldano più di una giacca più pesante. Testa, collo, mani e piedi sono i punti da cui perdete calore, e coprirli bene cambia la giornata molto più che aggiungere uno strato sul busto.

Testa e collo

Un buon berretto di lana e uno scaldacollo sono il minimo sindacale. Lo scaldacollo in particolare è più pratico della sciarpa: non si srotola, non lo perdete e si tira su sul naso quando tira vento.

Io ho un problema specifico con le orecchie: le soffro tantissimo e spesso nemmeno il berretto mi basta. La soluzione che mi ha cambiato la vita sono i paraorecchie Barts da quando li ho trovati vivo decisamente meglio. Se anche a voi le orecchie fanno male appena esce il vento, provateli.

Le mani

Sui guanti un consiglio pratico: prendeteli touch screen. In viaggio il telefono lo tirate fuori in continuazione per foto e mappe, e sfilare i guanti ogni volta a meno cinque diventa insopportabile dopo mezza giornata.

E poi ci sono gli scaldamani (QUI trovi quelli che uso io), quelle bustine che si attivano da sole e durano ore. Li tenete in tasca e ci infilate le mani quando serve: parola mia, vi svoltano il viaggio.

Potete optare anche per quelli ricaricabili e quindi riutilizzabili, ovviamente ho anche quelli e li trovate QUI.

I piedi

Calze spesse e calde, meglio se in lana merino: scalda anche da umida e non trattiene gli odori, il che in viaggio conta.

Ricordatevi però quello che dicevo sulle scarpe: le calze spesse occupano spazio, quindi scarpe mezzo numero più grandi, altrimenti vanificate tutto.

Se invece non volete rinunciare ai vostri calzini normali, ci sono gli scaldini per i piedi (QUI quelli che uso io): quelli che io chiamo la salvezza. Si attaccano al calzino e tengono il piede caldo qualsiasi scarpa abbiate.

Tre cose a cui nessuno pensa

Non sono abbigliamento, ma in una città fredda fanno la differenza.

  • Un power bank. Al freddo le batterie dei telefoni si scaricano molto più in fretta del normale. Se usate il telefono per mappe, biglietti e foto, rischiate di ritrovarvi a zero nel pomeriggio.
  • Burrocacao e crema mani. Freddo secco e vento spaccano labbra e nocche in un paio di giorni, e non è il tipo di souvenir che volete.
  • Una borraccia termica. Per i mercatini di Natale e le giornate lunghe all’aperto, avere qualcosa di caldo da bere senza doversi fermare ogni volta in un bar vale il peso che occupa.

In conclusione

Vestirsi bene d’inverno in viaggio non significa coprirsi il più possibile: significa potersi regolare. Tre strati che si tolgono e si rimettono, scarpe che tengono su ghiaccio e bagnato, e accessori che proteggono i punti giusti.

Con questi accorgimenti potete girare una città a meno dieci senza pensarci, che poi è l’unico obiettivo: non dover badare al freddo e godervi dove siete.

Buon viaggio! ✨

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