Bangkok in 7 giorni: itinerario completo e consigli

Vendor in a straw hat cooks fresh food on a wooden boat market, customers nearby selecting ingredients by the water's edge

Bangkok in 7 giorni: itinerario completo, giorno per giorno

In breve

Sette giorni a Bangkok sono sufficienti per visitare la città vecchia con i suoi templi, la parte moderna dei grattacieli e dei centri commerciali, e per aggiungere due gite fuori porta. Questo è l’itinerario che ho costruito dopo aver vissuto tre mesi in città.

  • Giorno 1 – Arrivo, sistemazione, tramonto al parco e cena su un rooftop
  • Giorno 2 – Città vecchia: Grand Palace, Wat Pho, Wat Arun e sera a Chinatown
  • Giorno 3 – Bangkok moderna: Siam, MBK, food court e quartiere di Sukhumvit
  • Giorno 4 – Gita ai mercati di Maeklong e Damnoen Saduak
  • Giorno 5 – Gita ad Ayutthaya
  • Giorno 6 – Mercato di Chatuchak e crociera serale sul fiume Chao Phraya
  • Giorno 7 – Silom, massaggi e salita al Mahanakhon SkyWalk

Da sapere prima di partire: il mercato di Chatuchak apre solo sabato e domenica, quindi conviene incastrare il sesto giorno nel weekend. L’ingresso al Grand Palace costa 500 baht, il Wat Pho 300 baht e il Wat Arun 200 baht: questi ultimi due accettano solo contanti. Per entrare in Thailandia è obbligatoria la Thailand Digital Arrival Card, da compilare gratuitamente online nelle 72 ore prima dell’arrivo.

Perché ho aspettato tanto prima di scrivere questo itinerario

Ho scritto molto sulla Thailandia in questi anni: la guida di Chiang Mai, la giornata ad Ayutthaya, come muoversi dall’aeroporto ecc. Un itinerario vero e proprio di Bangkok però non l’avevo mai fatto, e il motivo è abbastanza banale: quando in una città ci vivi tre mesi, smetti di ragionare per giorni e cominci a ragionare per abitudini.

Io e Fabio ci siamo stati da giugno ad agosto. Faceva molto caldo, il tipo di caldo che ti costringe a rallentare, e pioveva quasi ogni giorno, ma con acquazzoni brevi che si esaurivano nel giro di mezz’ora. In tre mesi abbiamo cambiato quattro sistemazioni in quattro zone diverse, abbiamo mangiato nelle food court dei centri commerciali e sui rooftop, abbiamo preso il battello, la metro, i tuk tuk e i taxi, e abbiamo fatto le gite fuori porta sia da soli sia con i tour organizzati. Alcune cose ci sono piaciute moltissimo, altre molto meno!

Quello che trovate qui sotto è il risultato di quei tre mesi compresso in sette giorni: l’ordine che darei a un amico che atterra a Bangkok per la prima volta e ha una settimana a disposizione. Tutti i posti che vi racconto li abbiamo visti di persona, e dove non ci siamo stati ve lo scrivo chiaramente.

Couple smiling as they pose for a selfie on a crowded neon-lit street at night in a busy Asian city, with bright signs and pedestrians in the background.
Back view of a woman with a bun standing at a crosswalk, facing a busy street market with red umbrellas, scooters, and colorful buildings.

Documenti per entrare in Thailandia

Per i cittadini italiani non serve il visto per un soggiorno turistico, ma dal 1° maggio 2025 è obbligatoria la TDAC (Thailand Digital Arrival Card): si compila online qui, gratuitamente, nelle 72 ore precedenti l’arrivo. Diffidate dei siti che ve la fanno pagare, non è mai a pagamento. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua.

Una precisazione sulla durata: l’esenzione dal visto è attualmente di 60 giorni, ma il governo thailandese ha approvato la riduzione a 30 giorni e l’entrata in vigore dipende dalla pubblicazione ufficiale. Per una vacanza di una settimana non cambia nulla, ma se avete in mente un viaggio lungo verificate la situazione aggiornata prima di partire.

Come muoversi a Bangkok

Bangkok è enorme e il traffico è a livelli che in Italia non avete mai visto. La regola che abbiamo imparato in tre mesi è semplice: quando esiste la metro, si prende la metro. Un tragitto che in superficie richiede quaranta minuti fermi in coda, sopraelevato ne richiede dieci.

BTS Skytrain e MRT

Sono due sistemi diversi e gestiti da società diverse, ma si incrociano in diverse stazioni di scambio. Il BTS è la metropolitana sopraelevata e copre le zone di Siam, Sukhumvit e Silom: è quella che userete di più. La MRT è quella sotterranea e fa più fermate, comprese Chinatown e la zona vicina alla città vecchia.

I battelli sul fiume Chao Phraya

Sono il mezzo più bello per spostarsi e uno dei più economici. Per attraversare il fiume, per esempio da Tha Tien fino al Wat Arun, servono pochi baht in monete e la traversata dura pochissimo, poco più di due minuti. 

Consiglio pratico: portate monete e banconote piccole, ai pontili il contante è la norma.

Grab e taxi

Grab è l’equivalente asiatico di Uber e funziona esattamente allo stesso modo: impostate partenza e destinazione, pagate dall’app e non dovete contrattare nulla. Scaricatelo prima di partire. Non è la soluzione più economica ma è la più semplice, e la stessa app la userete anche per farvi consegnare il cibo.

Se invece fermate un taxi per strada la regola è una sola: chiedete sempre di attivare il tassametro. Con il tassametro le corse in centro restano su cifre bassissime. Se il tassista vi dice che è rotto o vi propone una cifra fissa prima di partire, scendete e prendetene un altro: succede spesso con gli stranieri e non vale la pena discutere.

I tuk tuk

Il tuk tuk va fatto almeno una volta, perché è un’esperienza divertente e fa parte del viaggio. Detto questo, va ridimensionato: a Bangkok costano più di un taxi con tassametro, e sono molto più cari e meno onesti che nel resto della Thailandia. Concordate sempre il prezzo prima di salire.

La truffa che vi capiterà quasi sicuramente

Questa mettetevela in tasca prima di partire, perché è successa anche a noi. Camminando verso i templi vi fermerà un signore gentilissimo, spesso ben vestito e con un ottimo inglese, che vi chiederà da dove venite e vi dirà che siete fortunati. Poi arriverà la frase chiave: oggi il tempio è chiuso per una festività nazionale, oppure non potete entrare con i tatuaggi scoperti, oppure quella strada è vietata ai turisti proprio oggi.

Non è vero niente. Quelle persone sono ingaggiate dai tuk tuk e servono a dirottarvi su un tour della città a prezzo gonfiato, che quasi sempre include soste obbligate in negozi di gioielli o sartorie dove il conducente prende una commissione. I templi principali sono aperti tutti i giorni con i loro orari, e nessuno vi vieta di camminare dove volete. Ringraziate, sorridete e proseguite.

Dove dormire a Bangkok

In tre mesi abbiamo cambiato quattro sistemazioni in quattro zone diverse, e la cosa che ho imparato è che a Bangkok la scelta del quartiere pesa più della scelta dell’hotel. Con il traffico che c’è, stare a venti minuti di metro dai punti di interesse o a un’ora di taxi cambia completamente il ritmo della giornata.

I quattro quartieri fra cui scegliere

  • Città vecchia (Rattanakosin) – Il cuore storico, dove ci sono il Grand Palace, il Wat Pho e il Wat Saket. È la zona giusta se volete raggiungere i templi a piedi e respirare la parte più tradizionale della città. In compenso è meno servita dalla metro e la sera è molto più tranquilla.
  • Silom – Il quartiere finanziario, e uno dei miei preferiti. Grattacieli, ottimo street food, il Lumphini Park a due passi e collegamenti eccellenti sia con la MRT sia con il BTS. Di giorno è pieno di gente che lavora, la sera si svuota e diventa sorprendentemente tranquillo.
  • Siam – La zona dei centri commerciali giganti: Siam Paragon, MBK, CentralWorld. È il punto meglio collegato di tutta la città e, appena vi infilate nelle stradine laterali, trovate mercatini e massaggi a prezzi bassi. Ottima base per chi viaggia con poco tempo.
  • Sukhumvit – La zona più movimentata, con la vita notturna, i ristoranti internazionali e i rooftop. È un lungo stradone con anime molto diverse: da un lato le bancarelle e i locali più trasgressivi, dall’altro i grattacieli e i centri commerciali di lusso. Si vede poca tradizione, ma è comodissima grazie al BTS.

Le quattro strutture che abbiamo provato

Queste le abbiamo dormite davvero, non sono segnalazioni prese da una lista.

  • CHERN Bangkok – Nella città vecchia, a pochi minuti dalla MRT Sam Yot e a distanza di passeggiata dal Grand Palace. Molto carino, con una bella piscina, formula a metà fra hotel e ostello. La struttura che consiglio a chi vuole svegliarsi già dentro la Bangkok dei templi.
  • Mandarin Hotel Managed by Centre Point – Vicino alla MRT Sam Yan e proprio davanti al Samyan Mitrtown, che è comodissimo per cenare senza spostarsi. Bello e, ai tempi, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Posizione più centrale del previsto rispetto a quanto costava.
  • Citadines Sukhumvit 8 Bangkok – Ci siamo spostati qui per cambiare aria e ritrovarci in una zona più viva. Probabilmente la sistemazione più comoda delle quattro: si trova su una soi tranquilla e c’è un servizio di tuk tuk gratuito attivo ventiquattro ore su ventiquattro che vi porta avanti e indietro fino alla strada principale e alla BTS Nana. Poco lontano c’è il Benchakitti Park, che è molto bello e molto meno turistico del Lumphini.
  • Sitara Place Serviced Apartment & Hotel – Un vero appartamento con angolo cottura, nella zona di Ratchada, poco turistica. Ottimo se vi fermate molte notti e volete cucinare e fare lavatrici, ma siete lontani dai punti di interesse principali. Per una vacanza di sette giorni non ve lo consiglio: ve lo segnalo perché a noi è servito, non perché sia la scelta giusta per tutti.

Se nessuna di queste vi convince, il criterio da usare è sempre lo stesso: cercate qualcosa a pochi minuti a piedi da una fermata del BTS o della MRT. A Bangkok è la differenza fra una giornata piacevole e una giornata passata in coda.

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Giorno 1 – Arrivo a Bangkok, parco al tramonto e cena panoramica

Il primo giorno la giornata realistica è: arrivare, sistemarsi, fare un giro leggero nel quartiere e chiudere con una cena bella.

Dall’aeroporto al centro

Se atterrate a Suvarnabhumi, il modo più economico e prevedibile per raggiungere la città è l’Airport Rail Link: si prende ai piani inferiori dell’aeroporto seguendo i cartelli e in poco più di mezz’ora siete in centro evitando completamente il traffico. Da lì proseguite con la metro oppure con Grab fino all’hotel.

Se invece arrivate stanchi, carichi di bagagli o in orari scomodi, Grab dall’aeroporto è la soluzione più semplice: pagate dall’app e non dovete contrattare niente. Ho scritto una guida dettagliata con tutte le opzioni, i tempi e i costi: come arrivare dall’aeroporto di Bangkok Suvarnabhumi al centro città.

Pomeriggio: un parco al tramonto

Dopo esservi sistemati, la cosa migliore da fare è la meno faticosa: un parco quando il sole comincia a calare. 

Se alloggiate nella zona di Silom, il Lumphini Park è la scelta naturale. Andateci verso le cinque o le sei del pomeriggio, quando la gente esce a correre, a fare stretching e ginnastica di gruppo. Una cosa che vi colpirà: nel parco vivono grossi varani, lucertoloni che possono superare il metro e mezzo. Sono ovunque e sono assolutamente innocui, ma la prima volta che ne vedete uno attraversare il vialetto davanti a voi fa il suo effetto.

Se invece dormite dalle parti di Sukhumvit, puntate sul Benchakitti Park: è più recente, ha una passerella sopraelevata che corre fra gli alberi e il laghetto con i grattacieli sullo sfondo, ed è molto meno turistico. Personalmente lo trovo più bello del Lumphini, e ci trovate quasi solo gente del posto.

Sera: cena su un rooftop

Bangkok dall’alto merita, e la prima sera è il momento giusto per togliersela: siete stanchi, non dovete camminare, e vi rendete conto subito delle dimensioni assurde di questa città.

Noi abbiamo cenato all’Above Eleven, al trentatreesimo piano del Fraser Suites in Sukhumvit Soi 11, ed è stata una bella serata. La cucina è nikkei, cioè peruviana e giapponese insieme, e c’è una buona scelta anche per chi non mangia carne. Mi raccomando prenotate in anticipo QUI, perché è sempre pieno.

L’alternativa più famosa è il Lebua, quello del film Una notte da leoni ma non siamo mai riusciti a provarlo! Se cercate qualcosa di più informale, il Vanilla Sky sopra lo SKYVIEW Hotel in Sukhumvit 24 è un buon compromesso: vista a trecentosessanta gradi e atmosfera più rilassata, con l’accortezza che è riservato ai maggiorenni e ha un dress code casual chic.

Un’ultima cosa sui rooftop in generale: quasi tutti hanno un codice di abbigliamento che esclude infradito, canottiere e abbigliamento sportivo. Non serve eleganza, serve solo non presentarsi in tenuta da spiaggia.

Evening view of a city skyline reflected in a calm lake, with a grassy foreground and trees on the right.
Lumphini park
Person walking along a riverside promenade with pink flowering bushes and a skyline of blue and white skyscrapers.
Benchakitti Park
Nighttime city skyline viewed from a balcony; a hand holds a wine glass in the foreground, with a lit candle and pump bottle on the railing.
Above eleven rooftop

Giorno 2 – I templi della città vecchia e la sera a Chinatown

Regola una: partite presto, verso le otto. Regola due: spalle e ginocchia coperte, altrimenti al Grand Palace non entrate.

Mattina: Grand Palace e Wat Pho

Cominciate dal Grand Palace, che è il posto più affollato della città: arrivare all’apertura fa la differenza fra una visita e una coda. Il complesso fu costruito nel 1782 e restò residenza reale fino agli anni Venti del Novecento, quando la corte si spostò a Dusit. All’interno si trova il Wat Phra Kaew con il Buddha di Smeraldo, dove è vietato fotografare. L’ingresso costa 500 baht, si paga anche con carta e la biglietteria chiude alle 15:30. A noi era piaciuto moltissimo, ed è l’unica cosa a Bangkok per cui direi che il prezzo alto è giustificato.

A settecento metri c’è il Wat Pho, con il Buddha sdraiato lungo quarantasei metri ricoperto di foglia d’oro. L’ingresso è di 300 baht ed è solo in contanti, quindi arrivate con i soldi già in tasca. È anche la casa della scuola di massaggio thailandese più famosa del paese: se ne avete voglia potete farvene fare uno lì dentro.

Pomeriggio: Wat Saket e Wat Arun

Il Wat Saket, conosciuto come Golden Mount, sta a venticinque minuti a piedi dal Wat Pho ed è costruito su una collina artificiale: si salgono poco più di trecento gradini lungo una scalinata a spirale e in cima si apre una vista a trecentosessanta gradi sulla città vecchia. Se il caldo vi ha già distrutti, questo è il pezzo dell’itinerario che potete tagliare.

Chiudete il giro dei templi con il Wat Arun, il Tempio dell’Aurora, che sta sull’altra sponda del fiume. Si arriva con il battello dal Tha Tien Pier: cercate “Thanon Thai Wang” sulle mappe e riconoscerete l’imbarco dalla fila di turisti. Servono pochi baht in monete e la traversata dura poco più di due minuti. L’ingresso costa 200 baht, anche qui solo contanti. 

Sera: Chinatown

Tornate indietro con il battello e chiudete la giornata a Chinatown, che è stato il mio quartiere preferito di tutta Bangkok. Yaowarat Road si accende dopo il tramonto e diventa una fila ininterrotta di insegne al neon, banchi di street food e fumo che sale dai fornelli. È rumorosa, caotica, si cammina a fatica, e proprio per questo è il posto dove Bangkok mi è sembrata più sé stessa.

Qui si mangia il pad thai migliore della città e si spende una cifra ridicola. Non serve che vi indichi un locale preciso: infilatevi nelle stradine laterali, guardate dove c’è la fila di gente del posto e mettetevi lì. Portate contanti in banconote piccole, perché ai banchi la carta non la prende nessuno.

Large golden reclining Buddha statue inside an ornate temple; a visitor photographs it with a phone.
Buddha sdraiato
Ornate golden temple entrance with intricate blue tilework, flanked by gold statues, as a person in a white shirt faces the doorway.
Stir-fried noodles with bean sprouts, tofu, and green onions on a plate with a white spoon nearby.
Chinatown e il migliorp ad thai di sempre

Giorno 3 – Centri commerciali, food court e la Bangkok dei grattacieli

Dopo una giornata di templi, il contrasto. Questa è la Bangkok verticale, climatizzata e un po’ folle dei centri commerciali giganti, ed è una parte della città che vale quanto l’altra. È anche la giornata perfetta se il meteo è brutto!

Mattina: MBK e Siam

Scendete alla fermata BTS National Stadium e cominciate dall’MBK Center. È il regno delle imitazioni: elettronica, abbigliamento, borse, copie fatte molto bene di marchi che conoscete benissimo. Un avvertimento pratico: portare in Italia merce contraffatta è un problema vostro alla dogana, quindi se comprate, comprate con la testa.

Da lì proseguite a piedi verso Siam Paragon, Siam Center e CentralWorld, che sono collegati fra loro da passerelle sopraelevate. Sono impressionanti per dimensioni, ma la parte che consiglio davvero è un’altra: appena vi infilate nelle stradine intorno trovate mercatini, banchetti di cibo e centri massaggi a prezzi bassissimi.

Pranzo: le food court, il posto dove mangiare spendendo niente

Questa è probabilmente l’informazione più utile di tutto l’articolo per chi ha un budget limitato. Se lo street food per strada non vi convince, ai piani alti dei centri commerciali come Siam Paragon e MBK ci sono le food court: enormi spazi con decine di micro-ristoranti, uno per tipo di cucina, con condizionamento e tavoli puliti.

Funzionano così: alla cassa comprate una tessera e ci caricate sopra la cifra che volete, ordinate ai vari banchi pagando con quella, e alla fine potete farvi restituire il credito residuo oppure tenerla per i giorni successivi. Un piatto costa circa due euro. Noi le abbiamo usate moltissimo, ed è il modo più semplice per mangiare bene, veloce e a pochissimo.

Sempre all’MBK c’è quello che è rimasto il mio ristorante indiano preferito di Bangkok, Ali’s Indian & Thai: costa più di un locale thailandese, ma le porzioni sono davvero molto, molto generose e si mangia benissimo.

Pomeriggio e sera: Sukhumvit e la zona di lusso

Verso il tardo pomeriggio spostatevi con il BTS su Sukhumvit. Alla fermata Asok c’è il Terminal 21, un centro commerciale in cui ogni piano è a tema su una città diversa del mondo: è kitsch, lo so, ma è divertente da attraversare e al piano del cibo si mangia a prezzi onesti. Scendete poi in strada e camminate lungo le bancarelle di Sukhumvit, che nel tratto più caotico vendono di tutto, compresa la parte più trasgressiva della città: fa parte del quartiere e tanto vale vederla.

Se invece preferite il versante elegante, scendete a Phrom Phong e girate fra Emporium ed EmQuartier, che sono i templi del lusso della città. Lì vicino c’è Masu, un ristorante che fa esclusivamente sushi vegano: noi ci siamo trovati molto bene ed è un’ottima opzione se non mangiate pesce o carne. Nella stessa zona, sopra lo SKYVIEW Hotel, c’è il rooftop Vanilla Sky, se volete chiudere la serata con un drink e la vista sulla città.

Night cityscape showing a tall glass skyscraper beside a traditional curved-roof building, with a person in a striped shirt in the foreground.

Giorno 4 – Il mercato sui binari di Maeklong e il mercato galleggiante

È il momento della prima gita fuori porta, ed è anche la parte dell’itinerario su cui sarò meno entusiasta. 

Cosa si vede

Il Maeklong Railway Market è un mercato costruito letteralmente sui binari di una linea ferroviaria ancora attiva. Diverse volte al giorno passa il treno, e i venditori ritirano le tende e spostano le ceste all’ultimo momento, per poi rimettere tutto a posto trenta secondi dopo il passaggio.

Il Damnoen Saduak è il mercato galleggiante più famoso della Thailandia: si sale su una barca a remi e si percorrono i canali fra bancarelle che vendono frutta, cibo cotto e souvenir direttamente dalle imbarcazioni.

La mia opinione

Noi abbiamo prenotato l’escursione che comprende entrambi in giornata, e da un punto di vista organizzativo è andata benissimo. Il problema è un altro: sono posti profondamente turistici. Al Damnoen Saduak, in particolare, la sensazione è quella di una messa in scena costruita per i visitatori, con i prezzi gonfiati e le barche in fila una dietro l’altra. Sinceramente non credo che lo rifarei.

Detto questo, so bene che c’è chi torna entusiasta, e capisco perché: a colpo d’occhio è particolare e se è il vostro primo viaggio in Asia ci può stare. 

Come organizzarla

I due mercati sono lontani da Bangkok e distanti fra loro, gli orari di passaggio del treno sono fissi, e arrivarci in autonomia significa incastrare mezzi pubblici con margini strettissimi. Noi l’abbiamo prenotata online e il pulmino ci ha presi e riportati indietro senza pensieri. QUI IL LINK GETYOURGUIDE ALL’ESCURSIONE MAEKLONG + DAMNOEN SADUAK. Vi ricordo che con il codice ANGELAISAI5 avete anche lo sconto su qualsiasi attività nel mondo proposta da GYG.

L’alternativa se siete a Bangkok nel weekend

Se volete un mercato galleggiante vero, frequentato dai thailandesi e non dai pullman, c’è il Taling Chan, molto più vicino alla città e molto meno conosciuto. È piccolo, si mangia seduti su piattaforme di legno sospese sull’acqua, e l’atmosfera è tutta un’altra cosa. Ci siamo andati e ci è piaciuto. L’unico vincolo è che apre solo nel fine settimana.

Se avete un solo weekend a disposizione e dovete scegliere fra questo e il mercato di Chatuchak del giorno 6, io darei la precedenza a Chatuchak. 

Couple posing and smiling in front of a bright red and yellow locomotive with a green stripe inside a rail yard.
Maeklong Railway market
Person with light hair in a white sleeveless shirt sits in a wooden boat, gliding along a canal flanked by market stalls selling clothes.
Damnoen Saudak
Vendor in a straw hat cooks fresh food on a wooden boat market, customers nearby selecting ingredients by the water's edge
Taling Chan

Giorno 5 – Gita ad Ayutthaya, l’antica capitale

Ottanta chilometri a nord di Bangkok c’è quella che fu la capitale del Regno del Siam, distrutta nel Settecento e oggi parco archeologico patrimonio dell’umanità. Rovine di templi, stupa inclinati, statue di Buddha decapitate durante il saccheggio, e la testa di Buddha inglobata fra le radici di un albero che è l’immagine simbolo della Thailandia. È la gita fuori porta che vi consiglio senza esitazioni!

Come ci siamo andati noi

In autonomia, e ve lo racconto perché è utile sapere come (non) funziona. Si prende un taxi e si chiede di essere portati al bus terminal di Mo Chit: la formula magica da dire all’autista è “minivan for Ayutthaya”. Da lì partono i pulmini che con circa 70 baht a testa, cioè meno di due euro, vi portano ad Ayutthaya in un’ora e mezza scarsa.

Il problema che abbiamo avuto e che vi risparmio

L’andata è stata semplicissima. Il ritorno è stato un disastro. Il pulmino che avevamo in mente era già partito, gli orari non erano quelli che pensavamo, e ci siamo ritrovati a fine giornata, stanchi e accaldati, a cercare di capire come rientrare a Bangkok. Alla fine ce l’abbiamo fatta, ma è stata una serata da dimenticare.

La lezione: se andate in autonomia, informatevi sull’orario dell’ultimo mezzo di ritorno prima ancora di iniziare la visita, e non fidatevi degli orari trovati online, che spesso non corrispondono. Con quaranta gradi e le energie a zero, ritrovarsi senza un mezzo è molto meno divertente di come suona adesso.

Meglio da soli o con un tour?

Assolutamente tour guidato! Dopo la nostra esperienza ci siamo pentiti di essere andati in autonomia ma eravamo a Bangkok per tre mesi e potevamo permetterci una giornata storta. Se invece siete in Thailandia per una settimana, io mi affiderei senza dubbi a un tour organizzato: il sito archeologico è grande e i templi principali sono distanti fra loro, quindi con una guida vedete molto di più nello stesso tempo, e soprattutto non dovete preoccuparvi del rientro. QUI IL LINK GETYOURGUIDE AL TOUR DI AYUTTHAYA. 

 

Woman with blonde hair in a white shirt stands with her back to the camera, facing ancient brick temple ruins amid green trees.
Person with a bun and white T-shirt stands before a massive tree with exposed roots; a Buddha head is carved into the trunk.

Giorno 6 – Il mercato di Chatuchak e la crociera serale sul Chao Phraya

Questa è la giornata che va incastrata nel fine settimana, perché Chatuchak apre solo sabato e domenica, dalle 9 alle 18. Il venerdì sera c’è una sessione dedicata soprattutto all’ingrosso, e il mercoledì e il giovedì è aperto solo il settore delle piante. Se il vostro viaggio non comprende un weekend, questa parte salta e vi conviene spostare qui il Taling Chan o una seconda giornata in città.

Mattina: Chatuchak

Oltre quindicimila bancarelle divise in ventisette settori numerati, su una superficie che vale diversi campi da calcio. Si vende di tutto: abbigliamento e vintage, ceramiche, antiquariato, artigianato, piante, animali, cibo. È il mercato più grande della Thailandia e uno dei più grandi al mondo, e va affrontato con un minimo di metodo.

  • Arrivate alle 9, all’apertura. Dalle due del pomeriggio in poi il mercato è pienissimo e il caldo dentro i corridoi coperti diventa pesante.
  • Ci si arriva con la BTS fino a Mo Chit oppure con la MRT fino a Chatuchak Park.
  • Mettete in conto tre o quattro ore e rassegnatevi all’idea che non lo vedrete tutto. Nessuno lo vede tutto.
  • Portate contanti in banconote piccole.

Se il caos vi stanca, proprio di fronte dall’altra parte della strada c’è l’Or Tor Kor, un mercato alimentare coperto, ordinato e climatizzato, dove si mangia molto bene stando seduti. È aperto tutti i giorni!

Sera: Asiatique e la crociera sul Chao Phraya

Nel tardo pomeriggio spostatevi sul fiume, all’Asiatique The Riverfront. È un vecchio complesso di magazzini portuali sul Chao Phraya trasformato in un’area di negozi, ristoranti e locali, con una ruota panoramica che si vede da lontano. Ci siamo andati e ci è piaciuto molto: si passeggia lungo l’acqua, il tramonto sul fiume è bellissimo e l’atmosfera è rilassata. Dal molo di Sathorn parte un battello navetta gratuito che vi porta lì in una quindicina di minuti.

Da qui salpano anche le crociere con cena sul fiume, che passano davanti al Wat Arun e ai grattacieli illuminati. Ve la consiglio, ma con un’avvertenza precisa: non sopravvalutate il cibo è a buffet. Non aspettatevi una grande cena, aspettatevi una bella serata. Con le aspettative giuste è una delle cose più belle da fare a Bangkok. QUI IL LINK GETYOURGUIDE ALLA CROCIERA SUL CHAO PHRAYA e ricordatevi di inserire il codice sconto ANGELAISAI5!

Outdoor market street with colorful fabric stalls and clothing racks; shoppers browse along a narrow walkway between vendors.
Chatuchak
Woman on a night boat ride holding a bouquet of red roses, with a lit city skyline and ferris wheel behind the scene.
Crociera sul Chao Praya

Giorno 7 – Silom, massaggio thailandese e Bangkok dall’alto

L’ultimo giorno lo terrei leggero e senza spostamenti lunghi, con un’unica cosa fissata in agenda: la salita al Mahanakhon al tramonto. Tutto il resto gira intorno a quella.

Mattina e pomeriggio: il quartiere di Silom

Silom è uno dei miei quartieri preferiti di Bangkok e, secondo me, quello che racconta meglio i contrasti della città: grattacieli di vetro e, ai loro piedi, banchi di street food e bancarelle. Di giorno è pieno di gente che lavora, il che significa cibo di strada ottimo e a prezzi da thailandesi, non da turisti. Si arriva con la BTS a Sala Daeng o con la MRT a Silom.

È anche la zona giusta per concedervi un massaggio thailandese, che a Bangkok costa pochissimo. Un consiglio pratico: il massaggio tradizionale thai non è un massaggio rilassante, è una sequenza di pressioni e allungamenti che in alcuni punti fa male. Se cercate solo relax chiedete un massaggio all’olio.

Se vi avanza tempo e volete un ultimo giro di acquisti, da qui siete a poche fermate da Siam. Se invece preferite chiudere in tranquillità, il Lumphini Park è a due passi.

Tramonto: il Mahanakhon SkyWalk

Il King Power Mahanakhon è quel grattacielo dall’aspetto sbrecciato, come se qualcuno gli avesse tolto dei pezzi a spirale, che riconoscete da tutta la città. Noi siamo saliti pagando il biglietto e ne è valsa la pena: la piattaforma panoramica è al settantottesimo piano e sopra c’è il rooftop all’aperto, dove il pavimento in un punto diventa completamente di vetro e si cammina sospesi sul vuoto.

  • Si arriva con la BTS a Chong Nonsi, l’ingresso è collegato direttamente alla stazione.
  • Prenotate la fascia del tramonto, che è quella che si esaurisce prima.
  • Niente tacchi, si cammina su un pavimento di vetro.

QUI IL LINK GETYOURGUIDE AL BIGLIETTO DEL MAHANAKHON SKYWALK e ricordatevi di inserire il codice ANGELAISAI5 per uno sconto!

Ultima cena

Per chiudere il viaggio io tornerei dove Bangkok mi è piaciuta di più, cioè a Chinatown, con un ultimo pad thai mangiato in piedi in mezzo alle insegne al neon. Se invece volete qualcosa di più comodo, restate a Silom: la scelta di ristoranti è enorme e a quest’ora del vostro viaggio saprete già orientarvi da soli.

Man in a gray shirt and black shorts stands at the edge of a glass-floored observation deck, overlooking a city.
Mahanakhon SkyWalk

Cosa mettere in valigia per Bangkok (le cose che ci hanno salvato)

Soprattutto nei parchi fondamentale l'antizanzare iper potente per zanzare tropicali! Click sulla foto per vedere il mio.
Purple portable power bank held in a hand, with a white wrist strap attached and visible ports on the bottom edge.
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Hand holding a yellow sunscreen stick dispenser with a white tube inserted, outdoors on grass.
Purtroppo dopo la Thailandia mi sono cominciate a uscire tante macchie solari con le quali convivo da anni ormai. Mi sono resa conto che mettevo la protezione solare solo al mattino ma il sole lì e fortissimo. Questo è davvero un consiglio da amica: portatevi uno stick solare e riapplicatelo più volte al giorno, credetemi vi salverà! (click sulla foto per scoprire il mio)
Tre o quattro giorni bastano per vedere i templi principali, i mercati e la parte moderna della città. Con sette giorni si aggiungono due gite fuori porta, come Ayutthaya e i mercati galleggianti, e si visita la città con molta più calma, che con quel caldo non è un dettaglio.
Da novembre a febbraio, quando è meno umido e piove poco, ma è anche alta stagione con più turisti e prezzi più alti. Da giugno a ottobre è stagione delle piogge: noi ci siamo stati in quei mesi e gli acquazzoni erano quotidiani ma brevi, senza mai farci saltare una visita.
Per i cittadini italiani non serve il visto turistico, ma dal 2025 è obbligatoria la TDAC, la carta d’arrivo digitale, da compilare gratuitamente online nelle 72 ore prima dell’arrivo. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua.
Con la BTS Skytrain e la MRT, che evitano il traffico e coprono quasi tutte le zone turistiche, con i battelli sul fiume Chao Phraya e con Grab, l’equivalente asiatico di Uber. Se prendete un taxi per strada, pretendete sempre il tassametro.