Cosa vedere a Minorca in 5 giorni: spiagge e consigli

Person wearing a beige cap with a tattooed shoulder overlooks a sunny, sandy beach and turquoise bay with colorful jet skis on the shore.

Siamo appena tornati da 5 giorni a Minorca, a inizio luglio e parto subito dicendo che ci ha accolti in un modo che non mi aspettavo: con la tramontana, il vento freddo e secco proveniente da nord, che ha reso quasi impraticabili gran parte delle spiagge esposte al vento.

Dopo i primi 2 giorni il vento è sparito, il mare è tornato una tavola e abbiamo scoperto il vero volto di Minorca: un’isola selvaggia, con un ritmo molto lento e con un’acqua cristallina praticamente ovunque.

 

In questo articolo vi racconto la nostra esperienza: come ci siamo mossi, dove abbiamo alloggiato, quali sono state le spiagge e le calette più belle che abbiamo visto (compreso un tour in barca lungo tutta la costa sud), dove abbiamo mangiato bene e dove no, e un confronto onesto tra Minorca e Maiorca per aiutarvi a capire quale delle due fa davvero per voi. 🌊

 

In breve: Minorca si gira comodamente in 4-5 giorni, con l’auto a noleggio praticamente indispensabile. Noi abbiamo diviso il soggiorno tra Punta Prima (sud-est) e Arenal d’en Castell (nord), ma per vita e locali la base più comoda è Ciutadella (mettete però in conto la distanza dall’aeroporto). La regola d’oro per vivere bene l’isola è controllare il vento: con la tramontana da nord si va sulle spiagge del sud, con il migjorn da sud su quelle del nord. Alle calette più famose del sud (Macarella, Macarelleta, Turqueta) d’estate non si arriva in auto: solo bus navetta da Ciutadella, a piedi, in bici o via mare. È un’isola perfetta per chi ama mare e natura e i ritmi lenti, meno per chi cerca vita notturna.

Close-up selfie of a smiling woman with a floral tattoo on her arm, wearing a necklace, at a clear turquoise sea under a blue sky.

Come arrivare e muoversi a Minorca

In breve: Minorca ha un solo aeroporto, vicino a Maó, con voli diretti stagionali dall’Italia. Sull’isola l’auto a noleggio è la scelta più comoda, ma va prenotata con largo anticipo perché la disponibilità è limitata; in alternativa, alloggiando a Mahon o Ciutadella si può girare con i bus di linea e le navette per le spiagge. È un’isola piccola: tutto è vicino e il ritmo è volutamente lento.

Noi siamo arrivati da Bergamo con un volo Ryanair, circa un’ora e 15 fino all’aeroporto di Minorca.

 

Da lì abbiamo ritirato subito l’auto: necessaria per visitare bene tutta l’isola! Noi abbiamo scelto la compagnia Alamo.

Quindi serve davvero l’auto? Per come piace viaggiare a noi, sì: se vuoi vedere più calette in un giorno o raggiungere le spiagge selvagge del nord, senza macchina ti perdi gran parte dell’isola. Detto onestamente, però, si può fare anche senza: dormendo a Ciutadella o Mahon e appoggiandoti a bus e navette arrivi comunque a diverse spiagge, rinunciando a un po’ di libertà e flessibilità. In alternativa puoi utilizzare il motorino! Anche se sconsigliato con le raffiche di vento che hanno accompagnato i nostri primi giorni.

Un’ultima cosa sul ritmo: Minorca è Riserva della Biosfera UNESCO. Le distanze sono minime (dall’estremo di Ciutadella a Mahon sono circa 47 km), le strade interne sono strette e si guida piano (secondo Fabio esageratamente piano), le macchine raramente raggiungevano i 40-50 all’ora. Lo capisci nel giro di un’ora: qui si vive tutto moooolto lentamente.

Dove alloggiare a Minorca

In breve: noi abbiamo dormito in due zone: Punta Prima (sud-est) e Arenal d’en Castell (nord) . In più, durante la ricerca mi ero salvata alcune strutture, e dopo aver visto le zone dal vivo me la sento di segnalarvele: da guardare, almeno.

Dove abbiamo dormito noi

La nostra prima base è stata Punta Prima, nel sud-est: comoda appena atterrati e con un’acqua davvero bella. Come alloggio, però, sinceramente non ve la consiglio: la spiaggia è aperta ed esposta (con la tramontana dei primi giorni l’abbiamo pagata) e la zona non ci ha convinto per fermarci.

Al nord è andata molto meglio. Ad Arenal d’en Castell abbiamo dormito in un appartamento a soli 5 minuti dalla spiaggia, in una baia chiusa e riparata: anche se ci siamo stati poche notti, questo posso consigliarvelo per esperienza. Lo trovate qui su Booking.


Qualche struttura che mi ero salvata (nelle zone che ho visto)

Durante la ricerca per il viaggio mi ero salvata un po’ di strutture, e dopo aver visto queste zone con i miei occhi me la sento di dirvi di dargli almeno un occhio. 

Cala’n Porter. L’ho scoperta durante il tour in barca e come posizione mi è sembrata comodissima. Dal mare mi ha colpito QUESTO HOTEL: è l’unico hotel di Cala’n Porter proprio sulla spiaggia, quindi scendendo presto (entro le 10) trovate l’ombrellone facilmente. Eccolo qui su Booking. Se preferite un appartamento, ne avevo salvato uno a circa 900 metri dalla spiaggia, con pochissime recensioni negative: dategli un’occhiata qui su Booking.


Son Bou.
È una delle spiagge che ho amato di più (attenzione però con il vento perchè non è riparata), quindi se volete stare in zona vi lascio due appartamenti che mi ero salvata, entrambi con ottime recensioni: uno vicinissimo alla spiaggia (lo trovate QUI) e uno con piscina e una vista pazzesca (potete vedere le info QUI), descritto nelle recensioni come pienamente accessoriato, in un contesto bellissimo e con una vista meravigliosa.

Se invece cercate vita e locali per tutta la vacanza, la base più comoda resta Ciutadella: più viva e ben collegata alle calette del sud, mettendo in conto la distanza dall’aeroporto (circa 45 km).

Turquoise water along a rocky cove with a sandy beach and sunbathers in the background

Mahon e Ciutadella: le due città più famose di Minorca

Mahon, la capitale

Onestamente Mahon non ci ha entusiasmato. È carina sì ma così piccola che si gira in poco tempo e non ci ha lasciato granché. Interessante comunque che il suo porto è il più grande porto naturale del Mediterraneo!


Ciutadella, quella che mi è piaciuta di più

Ciutadella è più grande di Mahon e soprattutto sembra molto più viva: ci sono parecchi locali e un po’ di movimento, cosa che nel resto dell’isola manca quasi del tutto. Mi sono piaciute molto le viette del centro ed è la città dove, se tornassi, sceglierei di dormire.

Il punto pratico, però, è la distanza da Mahon e dall’aeroporto (circa 45 km, un’ora di macchina). Noi siamo atterrati la sera tardi quindi abbiamo preferito fermarci vicino all’aeroporto. Se il vostro volo arriva in mattinata io mi sposterei direttamente a Ciutadella. In più da lì partono i bus, quindi se pensate di usare poco l’auto è una base che vi semplifica la vita, vita serale e locali compresi.

Sunny pedestrian street lined with pastel buildings and decorative lanterns hanging overhead; a few people stroll along the cobblestone walkway.
Mahon
Sunny narrow pedestrian street in a Mediterranean town, old stone buildings with balconies, people strolling under a bright blue sky.
Ciutadella

Il vento a Minorca: la prima cosa da controllare

L’ho imparato sbagliando. Siamo arrivati a inizio luglio 2026 in piena tramontana: tre giorni di vento da nord, con raffiche fino a 40 km/h. Da principiante sono andata a Son Bou perché “è a sud”. Errore: Son Bou è la spiaggia più lunga dell’isola, bassa e totalmente aperta, senza nulla che la ripari. Sabbia in faccia e sensazione di stare in moto. Bellissima spiaggia, ma nel giorno sbagliato.

Cosa fare davvero con vento forte: puntare sulle baie chiuse, che fanno da scudo. A sud le più riparate sono Cala Galdana e Cala en Porter (le consigliano anche i residenti). E qui la sorpresa: anche a nord, una baia raccolta come Arenal d’en Castell può restare vivibile persino con la tramontana: i locals quei giorni segnalavano vento coperto, solo con onde più alte, perché il nord con vento da nord prende il mare in faccia. Nelle giornate di vento davvero estremo, però, nemmeno le baie chiuse sono una garanzia assoluta.

Due strumenti che usano i menorquini e che ho iniziato a controllare ogni mattina anch’io: l’app Windy per il vento e le previsioni di AEMET, il servizio meteo spagnolo. E se girate in scooter: con raffiche a 40 km/h fate molta attenzione.

Le spiagge e le calette più belle di Minorca

In breve: il vero motivo per cui si viene a Minorca sono le spiagge, e la buona notizia è che l’acqua è cristallina praticamente ovunque: non serve rincorrere le calette all’alba per trovare un mare da piscina. Detto questo, le più famose della costa sud (Macarella, Macarelleta, Turqueta) d’estate hanno accessi regolati, e noi abbiamo scelto di vederle dal modo più comodo e panoramico: via mare.

🚤 Il tour in barca sulla costa sud

Se dovessi consigliare una sola esperienza a Minorca, sarebbe questa. Abbiamo fatto un tour in barca lungo tutta la costa sud, quella delle calette bianche incastonate tra le falesie, ed è stato il modo perfetto per vederle tutte in un colpo solo. Era un tour a gruppo ristretto, massimo 10 persone, ci siamo sentiti quasi in gita privata.

Durante l’escursione ci siamo fermati a fare il bagno in alcune delle più belle, come nella zona di Cala Turqueta, con quell’acqua turchese e trasparente che sembra finta. Macarella e Macarelleta, invece, le abbiamo ammirate e fotografate dal mare: e qui c’è un vantaggio pratico non da poco, perché d’estate a queste due calette in auto non si arriva (te lo spiego qui sotto).

Ti lascio il link del tour che abbiamo fatto. E ricordati il mio codice ANGELAISAI5: vale su qualsiasi attività GetYourGuide, in tutto il mondo, non solo a Minorca.

Come si raggiungono le calette famose (Macarella, Turqueta e co.)

A Cala Macarella e Macarelleta, da giugno a settembre, non si può arrivare in auto privata: solo con il bus navetta da Ciutadella (biglietto da comprare online in anticipo perchè a luglio e agosto si esaurisce con giorni di margine), a piedi lungo il Camí de Cavalls da Cala Galdana (circa 45 minuti), in bici o via mare. A Cala Turqueta e Cala Mitjana, invece, in auto ci arrivi ancora, ma i parcheggi sono a numero chiuso: se sono pieni ti rimandano indietro, quindi conviene arrivare presto la mattina (mi hanno detto in agosto entro le 7:30-8:00). Il Camí de Cavalls, tra l’altro, è l’antico sentiero che gira tutta l’isola: se amate camminare, i tratti della costa sud sono panoramici e bellissimi.

Person stand-up paddleboarding on calm turquoise water near a sandy beach with sunbathers and a forested hill behind.
Cala Macarella
Aerial view of a turquoise beach with boats anchored in clear water and a crowded sandy shore with colorful umbrellas and sunbathers.
Cala Turqueta

Le mie spiagge preferite

Cala Galdana

Ci è piaciuta molto. È una grande baia a ferro di cavallo chiusa tra alte falesie bianche e pinete che arrivano quasi in acqua: scenografica e, non a caso, una delle poche spiagge attrezzate con tutti i servizi. È anche la base perfetta per partire a piedi verso Macarella (circa 45 minuti sul Camí de Cavalls) o verso Cala Mitjana. 

Son Bou

La spiaggia più lunga di Minorca (circa 2,5 km), bassa e dorata, con dietro le dune e la zona umida del Prat. Proprio perché è così lunga, non si affolla mai come le calette piccole: lo spazio non manca mai. È bellissima e comodissima, ma come ti ho raccontato è aperta ed esposta: nel giorno sbagliato di tramontana diventa impraticabile.

Crowded beach with umbrellas along clear turquoise water, backed by resort buildings and trees on a hillside.
Cala Galdana
Sunny beach with white sand, light blue water, and people playing near the shore; rocky hill in the background.
Son Bou

Arenal d’en Castell

La mia preferita. Sulla costa nord, è una baia quasi circolare, chiusa e riparata, con acque calme, calde e poco profonde: perfetta per rilassarsi e ottima per le famiglie. È urbanizzata e ha tutti i servizi a portata di mano.

Cala (Platja de) Cavalleria

Se volete cambiare completamente paesaggio, è la spiaggia giusta. Siamo nella costa nord selvaggia, quella dalla sabbia rossastra, quasi marziana, dovuta alle argille della zona: un contrasto pazzesco con l’azzurro dell’acqua. Si arriva facilmente in auto fino al parcheggio gratuito e poi con una breve camminata giù per una scaletta di legno. Non ci sono servizi in spiaggia (solo un chiringuito al parcheggio), quindi portatevi acqua e pranzo. Un avvertimento onesto, che vale l’oro: essendo a nord ed esposta, con la tramontana si riempie di onde e spesso di meduse.

La cosa che ci portiamo a casa, però, è proprio quella dell’inizio: a Minorca l’acqua è meravigliosa dappertutto. Se non avete voglia di sveglie all’alba o di camminate, va benissimo così: fermatevi nella prima caletta che vi capita e sarà comunque un mare da sogno. 🌊

Abbiamo visto diverse altre spiagge ma sinceramente? L’acqua è stupenda ovunque. Dopo averne viste un bel po’ continuavo a chiedermi il perchè ci sia questa fissazione di dover fare la corsa la mattina all’alba per alcune spiagge quando in realtà l’acqua è cristallina e stupenda ovunque. Capisco se magari ci si annoia dopo un po’ e quindi diventa quasi un avventura vedere più spiagge possibili ma se volete un viaggio relax ascoltate me: non è necessario correre. Minorca è circondata da acque splendide.

Arenal d'en Castell
Aerial view of a crescent sandy beach with turquoise water and sunbathers under umbrellas along the shore.
Cala de Cavalleria

Dove mangiare a Minorca

I due dove siamo tornati volentieri

Locanda Margot, a Ciutadella: gestito da personale italiano con delle buone tapas. E Casa Andrés, vicino a Son Bou.

Quello che non ci ha convinto

Qui devo essere onesta: El Olivar de Amagatay, ad Alaior (a due passi da Son Bou), è un ristorante famosissimo (giuro lo trovavo in ogni articolo dedicato a Minorca) di un elegante agriturismo immerso in un uliveto secolare, e la location è davvero meravigliosa: cena tra gli olivi, con la luce del tramonto. Il problema è il resto: per noi il rapporto qualità-prezzo non c’era. Si paga tanto, tantissimo, per una cucina che non è all’altezza dell’ambiente. Un peccato, perché il posto ha un potenziale enorme, ma noi non ci torneremmo. Ve lo dico per evitarvi brutte sorprese essendo così famoso. Poi come sempre, può andare anche a gusti!

Cosa non abbiamo fatto (ma che vi segnalo)

In 5 giorni passati soprattutto in spiaggia non abbiamo visto tutto tutto. Queste sono le cose che mi hanno consigliato i miei follower e che, con qualche giorno in più, avrei aggiunto: ve le segnalo come mete da valutare:

  • Monte Toro il punto più alto dell’isola, sopra Es Mercadal.
  • Faro di Favàritx un faro immerso in un paesaggio di ardesia scura quasi lunare, dentro il parco naturale di S’Albufera des Grau.
  • Fornells borgo di pescatori sulla costa nord, celebre per la caldereta de langosta, la zuppa di aragosta che è il piatto simbolo di Minorca.
  • Cova d’en Xoroi a Cala en Porter, un bar ricavato in una grotta a picco sul mare, famoso per l’aperitivo al tramonto.

Cosa mettere in valigia per Minorca (le cose che ci hanno salvato)

Woman wearing a beige cap in a car, shading her eyes with the brim in bright daylight.
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Person clips a pink striped fabric to a clothesline with a bright green clothespin; sunglasses and a tattooed arm visible outdoors.
Le clip per sdraio che in questo viaggio non possono mancare visto il vento costante di Minorca! Mai più teli mare che volano via. Li trovi cliccando sulla foto
Man hiking away from camera on a rocky desert trail, wearing a black sleeveless shirt and a black backpack.
La nostra dry bag! Cellulari,power bank, portafogli ecc vanno sempre riposti qui dentro perchè non entra NULLA! L'abbiamo immersa nell'acqua e dentro rimane tutto perfettamente asciutto. Click sulla foto!

Minorca o Maiorca? Il mio confronto 

Inserisco questo pezzo perchè su instagram me lo avete chiesto spessissimo: meglio Minorca o Maiorca (trovate QUI l’articolo dedicato)? Partiamo dalle differenze concrete. Maiorca è oltre cinque volte più grande e questo significa più cose da fare, più vita, più varietà: c’è Palma, una città bella da visitare con la sua cattedrale gotica, ci sono paesini stupendi, la montagna, la vita serale. Minorca è l’opposto: ancora selvaggia, gran parte deserta e con ritmi lentissimi. Qui da vedere ci sono sono pricipalmente le calette e il mare e poco altro: vita notturna scarsa, tutto rallentato, tantissime famiglie. Due vacanze diverse, non una migliore dell’altra.

Se mi conoscete sapete che amo il movimento, le città e avere tante opzioni, quindi ho un debole per Maiorca. Ma è una questione puramente personale e proprio per questo, se voi cercate mare, silenzio e natura, Minorca è più adatta a voi di quanto lo sia a me. Inoltre le sue acque sono davvero pazzesche, per me battono non solo Maiorca ma tantissime altre isole. 

Come scegliere: volete rallentare, mare da cartolina e natura allo stato puro? Minorca, senza dubbi. Volete un’isola più ricca, varia e vivace, con anche città e vita serale? Allora date un’occhiata alla mia guida di 4 giorni a Maiorca. In ogni caso, non sbagliate, entrambe molto belle.

Conclusioni: il nostro bilancio onesto su Minorca

Cosa ci portiamo a casa da questi 5 giorni? Minorca fa una cosa sola, ma la fa benissimo: mare e natura. L’acqua è tra le più belle che abbiamo visto, cristallina praticamente ovunque, e il ritmo lento ti costringe a staccare per davvero. Se è questo che cercate, è un’isola che vi ripaga.

Ma è giusto sapere anche il resto, senza filtri. Minorca è cara, sia di alloggi sia di ristoranti (noi abbiamo cucinato spesso per contenere la spesa). È lenta e con poco da fare oltre alle spiagge: lo capite subito, anche solo dalle auto che vanno ai 30-40 all’ora. E il vento può facilmente rovinarvi i piani.

E non mi resta che augurarvi buon viaggio come sempre! 🙂

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